Foto scattata da Visualtricks.

Foto scattata da meginatl.

LENTAMENTE MUORE
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)

feb 072009

Foto scattata da beyond the pale.

Oggi ho viaggiato come un forsennato sulle solite autostrade d’Italia, sotto una pioggia battente, ascoltando musica di Mozart a tutto volume per oltre 7 ore. ma anche un po’ di questo nuovo duo Musica Nuda. La mia giornata è iniziata come tutte le altre, nel senso che non è finita nemmeno quella del giorno prima avvinghiato a continue elaborazioni mentali in un letto che è improvvisamente diventato troppo grande. Direi che ho trovato il sistema per passare dal Giovedì al Venerdì con continuità. In realtà anche questa notte sono riuscito a dormire almeno tre ore ma come al solito addormentandomi la mattina, e come al solito troppo tardi per concedermi di rimanere a letto. Un paio di appuntamenti tra Livorno e Pisa nella primissima mattina dopo il canonico passaggio dallo studio di Castiglioncello per il punto della situazione, per lanciarmi sulla A12 per prendere la A15 fino sulla A1 ancora una volta. Oramai direi che la strada per Milano mi viene particolarmente bene, compresa la A15 con le curve che mi appaiono sempre più dritte ogni volta che le percorro. 7 ore tra andata e ritorno, questa volta rallentanto da una pioggia battente che quasi mi ha costretto a fermarmi un paio di volte tanto era intensa. Le solite decine di telefonate di lavoro che interrompono i miei rumorosi pensieri più profondi. Il solito muffin al mirtillo, il solito cappuccino squallido, in una tazza squallida bevuto in un autogrill squallido. Rimonto in macchina e continuo il miei pensieri tutt’altro che squallidi. Il volume della musica di Mozart è veramente alto in modo da coprire completamente anche il rumore della pioggia e per un paio di volte non sento nemmeno la suoneria del cellulino. La sintesi della giornata è presto fatta: 8 ore di viaggio 5 ore di lavoro diviso in 3 appuntamenti e sono arrivato la sera a casa, se questa può essere definita casa che se dico stanco credo di non rendere merito a come mi sento. Ho bevuto un grandissimo quantitativo d’acqua, praticamente come un dromedario, nemmeno dovessi attraversare il deserto. Mentre mi lavo i denti, mi faccio delle smorfie allo specchio e mi accenno un sorriso. Sul mio volto c’è scritto STANCO e la scritta è lampeggiante. Accendo il portatile giusto per controllare un po’ di posta e svengo fino alle 5:30 di questa mattina. Praticamente mi ricordo solo che ho acceso il portatile, ho controllato la posta, ho spostato il portatile  sul letto e con la luce accesa, il portatile acceso, la stufa accesa, ho dormito fino alle 5:30 dalle 22:30 della sera prima. In effetti mi sento un po’ meglio e continuo a sbadigliare. Non è proprio il Venerdì sera ideale che immagino ma pur sempre una dormita che di questi tempi mi sembra oro colato. Adesso sento che si è alzato il vento, sento fischiare le drizze delle barche qui di fronte, e poi si sente bene il rumoreggiare delle onde. Credo che mi alzerò per fare due passi, quest’ora mi sa tanto che è bellissima e non voglio perdermi i colori dell’alba. Oggi ho da fare un po’ di cose nei paraggi e voglio programmare bene sia la visita a Genova per vedere la mostra di De Andrè probabilmente domani che il prossimo fine settimana con la programmata camminata invernale alle 5 terre in solitario con macchina fotografica e iPod, ammesso che il tempo mi assista alla faccia di San Valentino. Mi alzo, la mattina ha l’oro in bocca, così dicono.

ott 232008

Foto inserita da josegrancanaria.

Vi faccio una confessione, tanto siamo tra noi.
In tanti anni, ho cambiato alcune moto e ho pensato seriamente che non avrei mai fatto a meno della moto. Sono un innamorato del Gs come concetto di moto e devo dire che negli anni passati l’ho sfruttato molto.
Sono colui che per primo ha pensato il Club BMW a Livorno e infatti sono uno dei fondatori ma …..
proprio per i bilanci che vengono prodotti in questi giorni sono dell’idea di …
Ho solo una persona che può capirmi e che tra poco si sorbirà un po’ di considerazioni anche su questa cosa.

Si mi costa un po’ di fatica ma credo che per un po’ starò senza moto.
Sto molto seriamente pensando di vendere il mio GS per non prendere niente altro, quasi non mi riconosco.

Bah .. bilanci !!

mag 032008

Foto scattata da bovodesign.

Uno strano risveglio con una bella passeggiata al mare fino a recuperare la mia auto ancora stordito dalla serata di ieri e da questa dormita in porto fuori programma. Sono venuto a casa per fare una doccia e ho finito con il dormire un po’. Poi ho preso la moto e sono andato e vedere se era il caso di fare una uscita contender. In effetti era il caso e non ho mangiato, ho riparato la trozza di ieri e sono uscito in ritardo su tutti. Me la sono presa comoda e mentre uscivo ho provato una sensazione bella con la mia barca. Una sensazione di conoscenza e grande feeling. Mi bastava muovere il peso di pochissimo e il timone non mi serviva a niente e mentre mi mettevo l’imbraco del trapezio o mi legavo le scarpe sentivo che per la prima volta riacquisita questa sensibilità. E’ stata una sensazione veramente piacevole di completa padronanza. Poi ho iniziato con la mia superbolinona al trapezio di riscaldamento e devo dire che era un piacere almeno come ieri. Poi un paio di tentativi di correzione di regolazioni con nodini vari e di nuovo al trapezio. Toccato il vang e PEMMMM!!! per la seconda volta in due giorni. Stavolta il danno è grave. Va beh ! Mi sono un po’ arrabbiato e ho tirato giù qualche santo. Poi ho pensato che questo stile di vita è comprensivo anche di questo. Mi son messo con il mio broncio e mezza vela al rientro e ho guadagnato il circolo. Sono stato incupito fino a poco fa. Nel frattempo ho smontato tutto e predisposto la riparazione epoxy e carbonio di domani. Disarmato completamente il tutto ho ripreso la moto e sono andato a fare due pieghe. Mi è tornato il sorriso con questa naturale inclinazione che si manifesta sia in mare che in terra. Evidentemente non mi riesce bene ragionare stando in posizione ben eretta. La mia naturale inclinazione mi si manifesta sia in mare che in moto. Mi passano millemilliadi di pensieri per la testa, guido e mi diverto e ho un bel sorriso di nuovo me lo vedo negli occhi dagli specchi retrovisori. Domani è domenica quello che non ho …..

Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è un segreto in banca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.

Quello che non ho è di farla franca
quello che non ho è quel che non mi manca
quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.

Quello che non ho è un orologio avanti
per correre più in fretta e avervi più distanti
quello che non ho è un treno arrugginito
che mi riporti indietro da dove son partito.

Quello che non ho sono i tuoi denti d’oro
quello che non ho è un pranzo di lavoro
quello che non ho è questa prateria
per correre più forte della malinconia.

Quello che non ho sono le mani in pasta
quello che non ho è un indirizzo in tasca
quello che non ho sei tu dalla mia parte
quello che non ho è di fregarti a carte.

Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è di farla franca
quello che non ho sono le tue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole

F. De Andrè