Densità ………..UNO
Capperi che fatica !
E’ indubbiamente il periodo con maggior numero di impegni della mia vita. La cosa che mi appare insolita è questo senso di quiete che provo interiormente accompagnato da una grande stanchezza. La fatica che sento e vivo è frutto della densità di impegni di ogni giornata che mi sottopone a dei cambiamenti di ritmo che sono veramente duri da superare. In passato ho vissuto periodi di grande attività nello sport nello studio o semplicemente nelle attività legate alla mia vita sociale ma mai era capitato di fare così tante cose assieme e così importanti per il presente in prospettiva del mio futuro.
Non posso aggiungere altro oltre al fatto che questo è un periodo talmente denso da non riuscire a trovare il tempo per niente altro. Evidentemente sono prossimo alla saturazione e tutto questo sforzo che sto vivendo anche con un certo entusiasmo non potrà durare molto. Cerco dei momenti gratificanti in tutto questo e mi accorgo che non sono troppo visibili o facili da trovare in questo frenetico cambio di attività nell’arco delle mie giornate. La difficoltà consiste proprio in questo: “grande impegno e poche gratificazioni a breve periodo”; il che mi impone di crederci e basta come in un atto di fede. Signori miei è dura ma io voglio arrivare alla boa raggiungendo gli obbiettivi che mi sono prefisso costi quel che costi.
Adesso è come stare alle cinghie di bolina con un gran ventone. Fatica emozioni e schiaffi di mare. Penso che dopo ci sarà un gran bel lasco di fantastiche ed indimenticabili planate ma per adesso sento il morso della fatica, anche se cerco con tutta la mia volontà il godere di questo fantastico vivere il tempo vedo la boa ancora lontana e stringo i denti.
Dipingo la mia giornata
Suona la sveglia impietosa ed è mattino, quando mi alzo, ed il sogno si confonde con la realtà; metto un po’ di sole caldo lassù nel cielo per scaldare la mia giornata; del vento per far giocare i gabbiani e per veder volare i colorati aquiloni oltre la collina. Mi fermo su questo scoglio ad ammirare il mare salato come la pelle quanto è salata, in un mescolarsi inebriante di profumi ora di mare ora di terra. Sento le forze prendere possesso di questo corpo che fin troppo mi rappresenta. Sento ancora il bel fresco dell’acqua con la quale mi sono lavato il viso quando sono in cucina che tento di scaldarmi con un buon caffè forte e profumato.
La camicia è ancora fredda quando la metto e un brusco movimento scrolla il brivido che mi trasmette. Indosso i pantaloni e questo paio di scarpe nuove che mi fanno un po’ male. Prendo la borsa le chiavi il portatile e i documenti e scendo in strada all’aria aperta. Salgo in macchina inserisco la chiave nel cruscotto e ….
Parto con la mia giornata nuova fiammante ed incontro i sorrisi della gente a metà strada con i miei, occhi negli occhi a questo mondo un po’ bizzarro come i cavalli sull’altopiano dei prati di Sara. Via, via percorrendo strade sempre nuove che si intrecciano con mille altre, ora qua ora la, con curve tornanti e invitanti rettilinei in questo strano tessuto grigio con strani bottoni colorati che ci corrono sopra. La città mi è amica conosce il mio umore il mio odore e pure il sapore di caffè forte e profumato che ancora mi solletica il palato. Capita di mettermi a parlare con la gente della città, intendo quella che non conosco e anche se non sono certo che mi stiano realmente ad ascoltare cado nei loro occhi come un bambino cade nel sonno carezzato dalle fiabe raccontate dai genitori. E’ uno strano vivere quello di questo tempo. E’ tutto un correre mi chiedo poi dove. E’ già sera e si cominciano ad accendere le vetrine. Le auto accendono i propri fari mentre tutto cambia tonalità di colore, come gli occhi degli amanti che aspettano languidi la notte. Mi fermo ad osservare quel vecchio gatto tigrato che diffida di tutti perfino di chi da’ lui il cibo tutti i giorni, mi chiedo poi perché e non capisco quando lo vedo che prende il suo cibo e scappa via diffidente.
Adesso è notte ed il torpore del sonno mi invade il corpo e la mente e il sole da un pezzo si è nascosto al di sotto della linea dell’orizzonte io con un lento e ampio gesto della mano cospargo il cielo di stelle luminose. Alcune volte metto una luna a far compagnia a chi si trova ancora per mare. E’ notte e vado a letto con il rumore dei miei pensieri che cercherà anche stanotte di non farmi dormire. Sento uno strano freddo in me. Un freddo dentro che mi prende l’anima e mi ghiaccia i pensieri. Sbadiglio quando mi accorgo che la mano tocca ancora la sveglia che suona impietosa ed è morsa dal freddo. Quel freddo ha preso tutta la mia mano e pure una parte del braccio che esce da questa coperta caldissima.
Che sogno mio Dio, e siamo solo agli inizi di questa giornata che sta per decollare.
Buongiorno mondo !
Un nuovo giorno sta per cominciare.
Oggi nasce VNV Ingegneria e Sistemi
La cicogna ha portato al mondo delle imprese una nuova creatura.
Nasce ufficialmente VNV Ingegneria e Sistemi la mia società.
Con entusiasmo e un po’ di timore vado avanti in questo 2006 veramente denso di impegni. L’umore in questo periodo non è dei migliori ma spero le cose vadano al meglio.
Per i dettagli su VNV andate all’indirizzo www.vnv.it
Il faro nella tempesta
E’ necessario confrontarsi anche con la tempesta. E’ una di quelle cose che non si vorrebbero mai fare. Uno di quei momenti in cui si preferisce non prendere il mare o semplicemente per scelta, si decide di non affrontare. Capita talvolta di trovarcisi dentro, proprio in mezzo ai flutti, con i colpi di mare che ti entrano in ogni dove. Con il sapore del mare che da salato diventa perfino amaro e tutto diventa tremendamente complicato da fare. Gli automatismi della vita di bordo si rallentano e devi pensare ogni azione con coraggio prima di compierla. In questi momenti io ho il mio faro di riferimento. Un faro neanche troppo alto ma imponente che riesce a svettare perfino oltre le nuvole nelle giornate chiare. Un faro, il mio che per una intera vita ha illuminato gli occhi dei marinai di tutti i mari e anche i miei. Un faro con le lampade sempre accese verso il blu del mare e del cielo. Pronto a colmare le incertezze con un lampeggio che significa semplicemente “sono qua”. Il lampeggio del mio faro ha illuminato i miei occhi per una vita intera. Lo ha fatto per me e per un sacco di altri naviganti di questo e di quel mare. Ogni volta che gli passo accanto con le acque calme, lo ringrazio con uno sguardo per la sua presenza e posso anche riuscire a toccarlo se proprio il mare è quieto e il sole è in alto. Quando dai miei viaggi mi capita di vederlo all’orizzonte con il suo sguardo luminoso mi fa sentire subito a casa. Mi è capitato di trovarmi in mezzo alla tempesta e di cercarlo, e tra un cavallone e l’altro di non mirarlo; quelli sono stati brutti momenti in mezzo tutto quel rumoreggiare. Se solo in mezzo a tutto quel tormento di vento e di acqua riuscivo anche ad avvertirne la presenza, in un attimo tutto quel frastuono si trasformava in quiete. Adesso mi dicono che il mio faro ha un piccolo guasto alle lampade frontali ed irradia una luce un po’ fioca che da sul giallo tant’è che si dice di doverlo accomodare. Qualcuno ha detto che potrebbero anche cambiarlo ma qui in banchina non se ne capisce bene il motivo. Tanti pirati dei mari a questo vociferare si son mossi in queste acque a vedere il compiere di un tale scempio e qualcuno di questi non ha resistito nel depredarlo. Son cose da non credere. Una vita passata a fare da riferimento in mezzo al mare e alle tempeste per poi finire depredato da quei piratacci. Se poi fossero pirati di gran classe anche io mi sarei inchinato al lor cospetto; quella bandiera fa sempre un certo effetto. Ma questi son pirati d’acqua dolce. Pirati pronti a piantarsi un pugnale in mezzo al petto solo per poca gloria non sono quei gran pirati d’un tempo che sanno narrar di storie e di onore ne hanno da vendere; questi qui di marineria non ne capiscano proprio un bel niente. Son cose che ti fan strizzare il cuore se solo penso a quanti di questi son passati dal suo registro di navigazione. I nomi più strani son caduti la dentro quelle lampade e il mio faro di registrali non se l’è fatto dire più di due volte. Li conosce un po’ tutti i naviganti quelli belli, brutti, i pirati, i signori, e i briganti. Vedrete che questo faro anche da spento di luce ne farà tanta. Si dice in mare che abbia illuminato tanti naviganti a lui devoti che proprio a vederlo depredare e stare zitti non ci san stare. Si dice in giro che questi naviganti abbiano dei mezzi straordinari navi assai veloci che solcano tutti i mari. Si dice in giro ma sottovoce che al momento giusto possano con un loro sguardo far impallidire anche i più tenebrosi. Qualcuno dice in giro qui in banchina che la storia non è ancora del tutto compiuta e si vocifera che la parte più bella malgrado ci si creda solo in pochi avrebbe ancora da arrivare.
Saranno voci ma io il mio faro lo tengo stretto nel mio cuore e anche se qualcuno ci provasse a toglierlo dal mare, io adesso potrei trovare la strada di casa anche ad occhi stretti tante le volte che mi son fatto da lui guidare. Saranno voci ma io quella lampada così giallastra come si vocifera proprio non la vedo più così tenue. E’ molto luminosa di un colore che va dal bianco luminescente fino alle gradazioni del più profondo blu. Il blu del cielo e del mare in tempesta dal quale io paura grazie al mio faro proprio non ho più.