ti amo solo per qualche secondo
…..incrocio il tuo sguardo e tu il mio, ti osservo e sei bellissima, i tuoi occhi le tue mani, i tuoi capelli, quell’aria un po’ innocente che ti rende unica
accenni solo con l’etremità della tua bocca un sorriso ed io,
ed io esito a rispondere mentre sono rimasto affascinato dal tuo splendore.
Ti ho amata per un paio di lunghissimi secondi e adesso torno sul pianeta terra.
Che incredibile giornata questa che stà per partire

Vasco a Firenze non lo posso perdere e ….
Metti che il giorno stesso che c’è il concerto di Vasco a Firenze diciamo alle 11 di mattina ti viene in mente di andarci.
Metti che tutti i biglietti sono esauriti da mesi e di questo ne hai assoluta certezza avendo provato a chiamare numerosi boxoffice.
Metti che con un giro di telefonate e un po’ di serio scouting trovi un paio di biglietti e volendo anche quattro.
Metti che per andarli a prendere fai delle strade che altrimenti non faresti mai per arrivare a Firenze.
Metti che ci aggiungi una mega coda autostradale in moto.
Metti che che nonostante tutto entri al concerto intossicato dallo smog con la moto con i cilindri roventi.
Metti che ti piace il concerto, te lo gusti pienamente, gioisci del fatto di essere li, e di esserci stato volendolo a tutti i costi pur decidendolo in extremis e riesci a vivere il concerto come un bel momento denso di emozioni positive.
Metti che per tornare a casa mi sono fatto ancora un po’ di fila in mezzo alla calca per raggiungere la moto dalla parte opposta della Stazione Campo di Marte.
Metti che ho certamente rischiato di prendere una contravvenzione sulla sgangheratissima FIPILI per tornare in quel di Livorno ad un’ora piuttosto tarda.
Metti che il giorno dopo alle 8:30 ero operativo a lavoro presso un cliente con ben due riunioni programmate.


Mi son chiesto a posteriori se lo rifarei.
Sinceramente tutto sommato mi son divertito e quindi direi proprio di si.
Vasco non rappresenta il mio mito che non possiedo in quanto tale ma mi piace molto la sua musica e credo che sia una persona molto interessante da ascoltare anche al di fuori del palco.
Sarebbe bello poter fare quattro chiacchiere con Vasco davanti ad un buon Whisky. Magari un giorno passando in quel di Zocca con la moto, proverò a vedere se lo trovo al bar. Non si sa mai che sia lui ad offrirmi un buon bicchiere anche se io sono un emerito sconosciuto.
Giusto per chiarire oltre a Vasco ascolto molto volentieri anche tutta la scuola genovese con il capofila De Andrè e poi Tenco, Bindi, Conte e il mitico Lauzi ma anche altri come Gaber, Endrigo, Jannacci fino ad arrivare a Giorgia, Elisa, Dolcenera e la brava Nava.
Gozzilla sembra essere entrato in questa piattaforma logistica e dalla fame si è mangiato i cartelli delle locazioni.
Fermiamolo prima che si mangi anche gli scaffali !
Quando si dice che il genio stà nella comunicazione….
Certe situazioni richiedono veramente una macchina fotografica per essere documentate.
Mi trovavo assieme al mio collega Andrea mentre andavamo da un nostro comune cliente. Parcheggiata la mitica systemachine in questo parcheggio di Livorno, rigorosamente a pagamento; erano circa le 15:30.
Eravamo in procinto di pagare il nostro quotidiano “balzello” quando con la coda dell’occhio vedo quello che adesso vi mostro in foto qui sotto.
Mi son messo troppo a ridere e richiamato Andrea ho cercato nella borsa la macchina DGT e ho scattato un paio di foto.
Non potete immaginare quanto ci abbiamo riso.
Favoloso !


Vorrei sapere per quale motivo certe idee non mi vengono a me prima di averle viste.
Applausi per il genio del biglietto con l’augurio di aver trovato almeno il bancomat.
Io, me medesimo, personalmente.

DSCN1294.jpg, inserito originariamente da Pathfinder_ita.
Durante il festeggiamento del mio 37imo compleanno a Lucca.
Che spettacolo !
Un po’ per gioco, un po’ per un lavoro di consulenza, stò studiando i giardini di inverno o tepidari. Ho scoperto con grande stupore che l’accademia dei Georgofili nominò in toscana una commissione, al fine di divulgare la cultura di orti e giardini. Questa commissione incentivò molto la diffusione di questa cultura cercando di realizzare anche siti sperimentali. In questa ottica attorno alla metà del ‘800 venne dato incarico all’ Ingegnere e Architetto Giacomo Roster di realizzare quella che ora è nota come serra del gardino dell’orticultura.
Le Officine Michelucci di Pistoia realizzarono la parte in ferro.
Ho avuto la fortuna di entrare dentro a questo incanto di struttura. In questi momenti mi sento molto dentro la balena di Collodi o meglio ancora nei passi dove Herman Melville descrive la sua Moby Dick. Credo che le strutture trasmettano anche forti emozioni. In questo splendido caso si respira la bellezza e la leggerezza che ne fanno un involucro a mio avviso favoloso. Sarebbe bello che la società si rimpadronisse di queste bellezze per farne un centro di divulgazione culturale o semplicemente un centro di aggregazione. Anche solo respirare l’aria di queste bellezze credo che sia di esempio e di insegnamento. Ho provato stando li dentro ad immaginare che cosa potrebbe essere, allestito di nuovo con piante e vasi.
Lascio a voi tutti che la vostra immaginazione faccia il resto. Metto qui sotto ancora alcune foto in modo che possiate vedere dei dettagli di questa meraviglia.




