Anche oggi patana BIANCA con un sole splendido.
Anzi patanone.
Un po’ di misure, una verifica all’albero riparato ieri con soddisfazione di tutti.
Lievi cambiamenti di centraggio alla barca del Torre con discussione sulla vorticità di scia e conseguente resistenza indotta dovuta alla finitezza dell’ala (nel nostro caso timone) e niente di più.
Nella foto è possibile vedere una parte del distaccante dal colore rosa non ancora tolto, ed è ben visibile la stratificazione di carbonio con una finitura lievemente opaca. Nel complesso direi che è venuto un buon lavoro, e con una finitura a carta è decisamente performante. Non rimane che mettere la trozza by Doadi e il lavoro è praticamente concluso.
Avviso ai naviganti: attenti alle strambate del Martini, adesso non ha più timori di rompere la trozza ricavata da un preziosissimo e costosissimo pezzo di acciaio maraging di una Harley Davidson che fu di proprietà di Elvis Presley.
Per fortuna quando stavamo per andare via dal circolo è saltata fuori la battuta del Polpo che dopo aver mangiato ricci in quantità a detto:
Ragazzi, meno male che non c’avete delle barche di 10 metri sennò te lo immagini quante ore passavate a lavorarci.
Risate di tutti i presenti e tutti a casa.
Fine di questa domentica poco velistica.
Thinking 1.1
Anche questo è fare il velista.
Oggi Sabato 27 Ottobre è stata una giornata praticamente estiva ma abbiamo evitato di scendere in acqua per assoluta mancanza di vento. Ci siamo tuttavia messi ad aiutare Antonio con la riparazione sul suo albero Avangard che per la 3a volta ha spaccato la trozza della randa. Il team era composto da Filippo Torre, Antonio, il sottoscritto, e vari occasionali con consigli di ogni ordine e grado. Credo che anche per il futuro sia necessario prestare molta attenzione a questo particolare e sopratutto al gioco che si viene a creare tra la trozza e la fibra di carbonio per una non perfetta forma della trozza rispetto al profilo dell’albero. Molta attenzione ache per i rivetti che fanno da collegamento. Questa volta come è possibile vedere si è anche creata una cricca lunga circa 20 cm alla quale ho fatto fare due forellini per scaricare l’autotenzione ed evitatare autopropagazione nei successivi cicli di carico. Dopo abbiamo messo allo scoperto la cricca con una piccola e precisa molatura prima di riempire con fibra monodirezionale e microsfere addensate nella resina epossidica.
A questo punto abbiamo fatto una cerchiatura con tessuto di carbonio per l’intera superficie interessate per circa 3 volte lo sviluppo della superficie. Solita preparazione meticolosa del tutto con distaccante, sacco con microfori e tessuto raccogli resina e predisposto il tutto per il sacco a vuoto previa abbondante cartata della superficie da lavorare. Siamo in attesa domani di vedere il risultato.
Il tutto naturalmente circondati dal mitico Bocia che non mancava occasione per fare questa faccia che si vede in foto, mentre tra una nostra richiesta e la verniciatura del suo barchino verde dollaro passavano le ore di questo pomeriggio velico.

Domani uscita ore 10 e report fotografico del lavoro completato.
P.s. Filippo Torre nel frattempo ha anche avuto il tempo per agganciare il tubi per il trapezio nuovi che poi vi farò vedere e cartare una riparazione che gli avevo fatto la scorsa settimana sullo scafo causa colpo con il gancio del trapezio. Intanto io sono sempre con la mia deriva che necessita di riparazione ma anche per domani farò finta di nulla, aspettando che il miticus Biga mi dia una mano.
Sotto la pioggia di un mercoledì d’Ottobre
Cominciano i primi freddi ma nonostante i molti impegni della mattina passati in uffici ho anche avuto la forza di comprare una nuova muta dal mitico Piero Cappelli che ringrazio per la sua disponibilità, correre a Castiglioncello, fare un’uscita veramente bella con Antonio e Silvio e partire bel bello per Milano in serata. Sono molto contento di questa giornata. Dato che oltretutto questo è un periodo di cambiamenti sotto tanti aspetti, questa manifesta energia che mi salta fuori mi da coraggio e mi fa divertire. Ho fatto anche oggi un sacco di planate. Questa barca è favolosa ! Non ho niente da dire salvo che è tutt’altro che banale come condotta e comprenderla è abbastanza impegnativo.
Ogni manovra è veramente da provare e riprovare ma quando cavalchi l’onda è PAUROSA e ti spariscono i pensieri di qualsiasi natura per lasciarti andare al piacere della velocità e della natura che ti circonda.
Ho iniziato a pensare un po’ di cambiamenti in coperta per adattare le manovre alle mie abitudini e renderle più accessibili anche in condotte estreme. Ho la necessità ad esempio di cambiare il bozzello centrale con il crick che è troppo piccolo e fa poca presa sulla scotta della randa che mi piace tenere sempre in mano. Mi da molto fastidio quando sono al trapezio dover insistere sullo strozzascotte per far saltare la scotta con un conseguente improvviso colpo di balumina. Ci sono altre cose che vorrei modificare ma non ho furia e piano piano arriverò a preparare il mio contender al meglio.
E’ molto bello il conforonto che nasce anche dopo le uscite con Antonio, Silvio e Filippo sulle regolazioni sulle andature e sull’attrezzatura di coperta. Si è creato un bellissimo clima. Un doveroso grazie va anche al mitico Bocia per averci adattato lo spogliatoio in tempo record.
Durante il viaggio di lavoro a Milano ancora caldo di allenamento, stavo riflettendo su quanto è bello vivere la vela in questo modo. Per me che l’ho vissuta anche da bambino e fino da da adolescente come competizione, è stata una palestra favolosa per la vita. Credo che tanti risultati che sono arrivati nella mia professione e non solo, siano frutto anche delle esperienze fatte nel vivere lo sport con intensità e passione fin dall’infanzia.
Proprio in questi giorni un diverbio di lavoro mi ha portato a fare una attenta riflessione sull’importanza della passione che si mette negli impegni in generale. Ho dovuto prendere una decisione severa e per certi versi anche ingiusta che mi ha tenuto sulla corda un sacco di giorni. Adesso la mia decisione è presa e le cose stanno andando nella direzione che nemmeno mi aspettavo. E’ perfino divertente vedere gli attori di questo gioco avere un ruolo solo marginale dato che per me la questione è chiusa, ma anche questo è di grande insegnamento. Le delusioni maggiori arrivano proprio dalle persone dalle quali ti aspetti qualcosa e sono tanto più grandi tanto più ti sono vicine e ti coinvolgono nel quotidiano.
In ogni caso sono fiero di mettere la passione e il cuore nelle cose che faccio. Credo che solo con l’aggiunta di questo ingrediente si possano ottenere risultati di eccellenza. In qualsiasi altro caso si possono ottenere dei buoni risultati ma scevri di personalità. Sono inoltre convinto che le persone si accorgano a istinto dell’ingradiente passione e le tante proposte di collaborazione che mi sono inaspettatamente piovute sulla testa in questi giorni di riassetto delle mie attività di consulenza, mi hanno veramente riempito il cuore di gioia, risultando assolutamente inaspettate. Ma questa è un’altra storia e la raccontenteremo un’altra volta.
Sabato e Domenica speriamo in un tempo generoso per fare altre uscite e per apprendere ancora un po’ da questo splendido sport.
Cercherò come mi consiglia qualcuno a me molto caro di caricare le batterie proprio in quelle planate fatte con le piccole derive che solo chi prova è in grado di comprendere.
Come dire: io, il mio Contender, il mare, il vento e un po’ di amici con cui condividere la PASSIONE per la vela.
Buone planate a tutti voi di cuore.
Governo sui blog con poche idee ma confuse
Se soltanto date una letta al DDL approvato dal consiglio dei ministri il 12 Ottobre scorso, comprenderete bene che questi continuano a proporre leggi, che non applicano, che non vivono, e quindi che fanno non comprendendone la ricaduta sociale che queste hanno, anzi non avendone nemmeno idea.
Se soltanto provano ad andare avanti con questa strada vi prometto che trasferirò il mio umilissimo e sgangheratissimo blog che leggete in 5 amici, su un server delle isole Cayman, registrato ad una società creata appositamente a Timbuctù, con amministratore delegato del Tibet e consiglieri del Madagascar sudorientale che cantano e ballano ad inizio di ogni riunione del consiglio Afrika Bambaataa.
W la repubblica delle banane.
Beh che dire, dopo tante misure, ipotesi, scelte, siamo alla fase dello sperimentale con colpi strappi graffi e un po’ di planate e grandi scuffie.
La cosa veramente incredibile è la totale incapacità di fare le manovre fondamentali. E’ come se per andare su questa barca sia necessario in qualche modo cancellare 30 anni di vela e ripartire da zero. Ecco per quale motivo SCUOLA VELA APERTA. Oggi eravamo in 3 in quel di Castiglioncello, una splendida giornata di sole praticamente estivo. Il maestrale che ha per tutto il pomeriggio lottato con il grecale e poi si è annichilito completamente. Io mi sono fatto un CARPIATO con doppio avvitamento giusto per capire che al mio contender devo dare der lei per adesso. CHE CARATTERINO!
Per il resto i soliti acciacchi del mestiere ma con tanta, tanta, tanta, goduria per un pomeriggio come era tempo che non passavo.
Sono veramente felice di condividere questo tempo con Silvio e l’omonimo Filippo con il quale spero di fare un bel po’ di regate nel prossimo futuro.
P.s. Il miticus Antonio è andato a Riva per allenarsi con il ventone e dalla telefonata fatta pocanzi era bello soddisfatto.
Dacci il tempo di capire come funziona il “gozzo” che abbiamo comprato che poi ci torniamo di casa a RIVA !
Grande Antonio, grazie per il tuo entusiasmo che ci ha contaminato.
P.s.2. Domani si relplica con il super grecale. 10:30 al Circolo e per dirla alla Silvio, TAGADAAAAA’.
DSCN1354.jpg, inserito originariamente da Pathfinder_ita.
Pensandoci proprio ma proprio bene …. è un ottimo momento
50 anni fa una piccola sfera di metallo di circa 58 centimetri sfidava lo spazio
Una piccola sfera di metallo con 4 antenne 50 anni fa aprì la corsa allo spazio.
Non ci rendiamo conto ma in ogni momento della nostra vita usufruiamo di quel lancio che fu pioniere della conquista dello spazio. Questa piccola sfera ha innescato con la sua breve vita un cambiamento per noi tutti epocale. Un segnale radio con un bip intermittente captato da radioamatori di tutto il mondo e sopratutto dai centri di ricerca, ha per 22 giorni catalizzato l’attenzione di ricercatori e appassionati urlando al mondo che da quel momento lo spazio sarebbe stato ancora più vicino di come non lo fosse alcuni giorni prima.

Iinfatti il 4 Ottobre 1957 dal cosmodromo russo in Baikonur nell’attuale Kazakhistan veniva lanciato un razzo R-7 che portava in orbita il primo satellite in grado di comunicare un segnale radio a terra. Il progetto originariamente aveva ambizioni ben più generose non solo per dimensioni ma anche come portata scientifica, ma a farla da padrona è stata quella che allora era la corsa con gli USA che videro l’ex URSS primeggiare con quello che è passato alla storia come lo SPUTNIK 1.
Oggi ricorre il 50imo anno di questa che è realmente una impresa fantastica e che merita di essere evocata alla memoria.
Ulteriori approfondimenti su questo interessante argomento ritengo possano essere letti per chi ne avesse voglia o tempo su una rivista veramente bella dal nome ORIONE
Quando si riSveglia il velista che c’è in te.
Domenica scorsa c’è stato il mio ritorno ad un allenamento in barca a vela e questa appena passata mi sono trasformato in gommonauta posaboe in occasione della nazionale Conteder di Castigliocello per cercare di capire qualcosa in più di questa classe. La cosa non avveniva da molti anni con la giusta concentrazione. Dopo tanti anni di vela è veramente sbalorditivo come montare su una nuova classe ti faccia provare le stesse sensazioni del tempo che mi allenavo in ogni occasione possibile.
Certo che quei tempi erano favorevoli da studente, e ogni situazione si plasmava agli impegni che derivavano dalla prima attività che era la vela.
Come è normale che sia per chi come me lo pratica da appassionato e non da professionista, adesso ho il mio lavoro che mi assorbe una marea di tempo e non è sempre facile ritagliarsi il tempo per la vela putroppo.
E’ però anche vero che non si vive di solo lavoro e quindi …
Insomma anche se non sono più un pischellino con l’optimist, anche se non sono un giovane adolescente con il laser, provo a ritagliarmi del tempo per divertirmi un po’. Sono stato molto combattuto prima di prendere la decisione del Contender ma adesso la scelta è fatta. Quindi Contender sia. Sabato e Domenica ho assistito alla nazionale a Castiglioncello (LI), ma non ho partecipato. Ho cercato di carpire quanto più era possibile dall’osservazione dei forti della classe. Mi sono limitato a fare un po’ di filmati, scattato qualche foto e preso degli appunti giusto per partire.
Vedremo percorrendo la stagione come riuscirò a conciliare questa attività con il resto.
La cosa che tuttavia mi premeva fissare sul mio blog è l’osservare come la mente sia ricettiva verso tutte le attività, anche le apparentemente meno importanti che viviamo nell’arco di una giornata. Si mettono in funzione dei meccanismi ad ogni nostra decisione che sono sbalorditivi. Dico questo perché proprio Domenica in quella piccola uscita che ho fatto mi sono balzate in mente le innumerevoli volte che sono uscito al circolo con una serie di automatismi che mi hanno stupito e a dirla tutta non immaginavo nemmeno più di possedere. Solamente gli odori e le sensazioni del vento con i suoni della barca che sono stati compagni per tanto tempo hanno suscitato in me delle bellissime emozioni.
Quando si parla che i fondamentali si apprendono da bambini e se certi movimenti e certe capacità di prelevare le informazioni della propria posizione nello spazio o si imprimono nelle nostre mappe neurali e posturali o non lo si farà mai più è una grande verità e questa mia esperienza ne è una banale riprova. Erano circa 10 anni che non uscivo in deriva.
10 anni ! Anni in cui ho fatto altro ma il punto è che solo adesso che ho preso coscienza che questo è tornato ad essere un vero divertimento che sento la voglia di tornare in deriva con continuità e impegno. Questa cosa anni fa era SPARITA e certe motivazioni era compeltamente scomparse !
Gli stimoli erano altri, altre erano le incertezze e le risposte che quotidianamente chiedevo a me stesso. Ma questa cosa la racconteremo in un’altra storia.
Quello che conta è che appena montato in barca mi sono come trasformato. Ho lasciato sulla spiaggia tutto il resto e sono tornato un velista come quello di un tempo, certamente con una capacità di affrontare i problemi molto evoluta ma come allora nello spirito. Non solo ma la sera quando mi sono addormentato, adesso come allora ero a pensare ai movimenti alle geometrie della vela alle tensioni delle sartie per trovare una soluzione alle tantissime domande che mi sono posto approcciando questa nuova classe velica in modo quasi incoscio e questi bei problemi hanno preso il posto degli altri problemi che affronto quotidianamente. Detto tra noi mi sa che domani sera tornerò a pensare al resto putroppo, ma insomma sono contendo di questo che accade, e sono contento di approdare ad una classe non olimpica. Sarebbe decisamente troppo impegnativo per la mia vita di adesso pormi obbiettivi di quel tipo e conoscendomi sarebbe frustrante il constatare di non riuscire ad ottenerli per ovvi limiti di tempo ….. e non solo.
Mi sa che qui si sentirà parlare di nuovo di vela di scotte e di drizze e non per l’effetto “PRADA”. Molti dei ragazzi che sono su qui mostri li conosco bene e con loro ho regatato a lungo. Quei ragazzi adesso sono dei velisti professionisti e io ho finito con il fare l’ingegnere e non il velista a tempo pieno. Ma la passione è passione e quando si risveglia quella pulsione che sembrava sopita ….. scatta la planata e ogni onda lasciata è persa per sempre !







