Il volo come la vela è capace di donarti sensazioni straordinarie che sono talmente forti da chiederti poi quali siano i veri piaceri della vita.
Ho deciso costretto da una serie di decisioni di spiccare il volo ancora una volta per assaporare quella favolosa emozione che è l’avere un pizzico di paura e sentirsi fragili ma parte del modo vivente.
Provo una sensazione di paura e di tensione ma sono con le ali spiegate, lo sguardo oltre l’orizzonte e il nodo alla gola.
Quindi adesso il rischio è tanto, tante le emozioni, e le possibilità di successo sono completamente incognite o comunque non prevedibili. In sintesi sono nella tipica situazione di tutte le volte che ho vissuto le grandi sconfitte vissute fino ad oggi, ma costate anche di tutti gli straordinari momenti nei quali dico a me stesso che non mi sentirei vivo senza aver commesso i tanti errori con così tanto cuore e i grandi passi avanti che mi fanno essere me stesso fino in fondo.
Sono in volo ancora una volta. Se sarà un tonfo o un favoloso librarsi nel cielo non lo so e non mi interessa molto, di certo c’è che mi sento la vita scorrere dentro come poche volte nella vita e questo di per se è già un successo. Guardo avanti e cerco di vivere pienamente il presente.
In sintesi sono in voloooooooo, tante incertezze, tante le difficoltà ma in volo !
Foto di Umaru Idi-Catteau.
AAA cercasi una palla di vetro per Natale e non
Per questo Natale prossimo venturo non sono certo di riuscire a trovarla in tempo utile per il mio prossimo albero in carbonio super power ma per quello dopo vedremo di organizzarici.
In ogni caso io l’annuncio lo metto per tempo, non si sa mai che cosa succede nel mondo virtuale.
AAA cercasi palla di vetro fragile e trasparente.
Che dite va bene ? Chiaro e semplice.

Non si accettano troiai, astenersi perditempo.
Dove va a finire il silenzio ?
Ci sono dei periodi come questo che sto vivendo in cui i cambiamenti sono veramente all’ordine del giorno. Cambiamenti importanti intendo, bilanci con doppia partita e avvitamento con carpiato, riflessioni su quante decine di figli mettere al mondo, in quale parte del mondo vivere, se vivere come i gattari o come i barboni sotto i ponti anche se prediligo in genere i primi; insomma si tratta di queste cose anche piacevoli se volete.
A questo poi aggiungo un po’ di stress del fine anno, decisioni circa il diventare buddista o rimanere cristiano semplice di serie C2, se iniziare ad ascoltare Gigi D’alessio o continuare con De Andrè, se credere agli Ufo o credere agli Usa, se è meglio la tagliata e un po’ di pasta con zucchine e gamberi in compagnia o un pezzo di pizza e via ma da soli, un monolocale che sembrerà un castello o un grande appartamento che per trovarsi è necessario il GPS, spaccare in testa agli ottusi la scrivania o continuare a lasciar perdere per la politica del repicroco buon vivere, credere nei sogni o sognare di crederci.
Continuano le mie notti corte, mi sa che dovrò porre rimedio e questo è un sintomo come questo occhio che balla la lambada da un paio di giorni. Giornate lunghissime e notti cortissime. Neanche al polo una vita con questi ritmi. A tutto questo aggiungere il mio essere diventato un convinto sostenitore delle valanghe alpine. Anzi credo che fonderò il primo circolo di sostenitori di valanghe al mare del mondo con tanto di vessillo e spille da giacca e se possibile anche con cani San Bernardo addestrati in caso di sbraco degli astanti. Per fortuna che non perdo la capacità di ridere delle situazioni stabili, delle carriere decennali, dei laureati a 23 anni che non riescono ad avere o esprimere idee. Poi sono giorni che non mangio il pollo dell’Iper e anche questo mi crea un certo nervosismo non vorrei che calassero le vendite e si inventassero un nuovo virus per vendere un po’ di vaccini.
A tutto questo rispondo con il silenzio. Un rumoroso, assordante, fragoroso, cigolio di silenzio. Un silenzio tanto gradito dai più ma proprio non gradito ai meno. E si sa da sempre che i meno sono più significativi dei più, lo sono anche in matematica e la matematica non è una opinione. Quindi faccio silenzio ma mi sveglio la notte e scrivo queste cazzate per far passare il tempo in silenzio. Non sarebbe carino accendere lo stereo a manetta con su un disco di Vasco, più che altro per i vicini. Per fortuna che la mia gatta è qui come al solito a vigilare che tutto scorra per il verso giusto e attende con molta pazienza la sua razione premio per la compagnia, e questo lo trovo giusto. Lei stava dormendo, io mi sono alzato, lei si è alzata e mi fa le rufe standomi accanto, io non posso non premiarla ma in silenzio.

Bisogna fare piano nella vita. Bisogna stare tranquilli. Poi viene l’ipertensione, la tachicardia, le emorroidi, la scabbia, l’infiammazione del tallone di achille o l’ernia al cervello dal troppo pensare.
Stare zitti paga. Non si dicono cazzate. Non si dice niente ed è sempre stato meglio stare zitti piuttosto che dire cose non condivisibili. Pensateci bene il silenzio paga e viaggia ad una velocità doppia e anche più del parlare.
Ma se paga e viaggia a questa incredibile velocità dove va a finire tutto questo silenzio ?
Se tutti i mercoledì fossero come oggi preferirei saltare direttamente al giovedì.
Ne ho per tutti, se mi sono dimenticato di qualcuno e le cose domani non migliorano non ve la prendete con me, io oggi mi sono alzato proprio con il piede sbagliato, ho continuato con il piede sbagliato e ho finito la giornata con il piede sbagliato non mi sono allenato e ne avrei anche per un bel po’ di altri. Per cui se per caso avete intenzione di aggiungere qualche preghiera per la giornata di domani mettetevi in coda e non fate i soliti che saltano la fila anche per pregare.

Foto scattata da gatomato.
Un cristallo al sole
Continuano a corrermi incontro i chilometri di strada tra pioggia e nebbia, e io con il mio retino in cerca di farfalle, corro in lungo e in largo per le strade scappando dalla mia mente.
Cerco solo di ascoltare il rumore dei pneumatici o del vento sulla macchina, conto i chilometri, li sommo, poi li sottraggo e li moltiplico poi li divido, rimango per ore a giocare con l’acceleratore solo in cerca di non so bene cosa. Ore e ore collezionando curve, rettilinei, incroci, ma di farfalle nemmeno l’ombra.
I pensieri continuano a corrermi dietro ed io continuo a guidare veloce nel vento e nella pioggia.
Ogni tanto incontro un raggio di sole. Lo vedo, lui mi vede ed io sorrido, ma presto sarà buio.
Il telefono squilla ma non ho la voglia di parlare e guido e cerco di non pensare a niente e non ho nemmeno fame.
Giusto il tempo di fare il pieno di gasolio senza dire una sola parola, e mi rimetto a correre nella sera ma presto si farà buio.
La pioggia si fa intensa e non si vede molto oltre il cofano dell’auto. Forse in cerca di emozioni più forti continuo a tenere il piede sull’acceleratore e sorpasso tutto e tutti andando incontro al mio destino prima o poi arriverò da qualche parte, o qualcosa accadrà e intanto continuo a superare tutti. La pioggia si dirada e i fari adesso risplendono sull’asfalto. Il rumore da cupo è tornato fresco e sibilante e guido e guido solo con me stesso ed i chilometri continuano a corrermi incontro. Sono dei giorni che non dormo e non ho sonno. Adesso ho deciso che voglio delle risposte alle mie domande che in queste ore sono davvero poche dalle tante di quando son parito.
Foto scattata da cillò.
Questa notte finalmente ho dormito e anche sognato poi ancora viaggiato e viaggiato. Nel sole di oggi però ho sentito con il cuore la speranza che tutto questo andare ha un senso e questo mio vagare nel buio mi porterà certamente in qualche luogo.
Oggi mi sento come un cristallo di neve che tiene ferma una valanga che “deve” rimanere ferma li ad aspettare che il sole faccia il suo corso. Oggi mi sento un piccolo fragile cristallo di neve che tiene ferma una valanga e risplende di luce e continuo a guidare.
Mangio i chilometri e il vento e sento il rumore dei pneumatici non ho voglia di parlare e ricomincio a pensare. Poi da dove son partito son tornato ma invece di dormire scrivo queste parole fatte di niente e domani mattina il mio pensiero sarà di nuovo azione, nel frattempo ho promesso a me stesso che sarò un piccolo fragile cristallo che tiene ferma una valanga.
Tengo ferma una valanga ….
….si ma non parliamo di noi.
E’ stata una dura settimana, con tante novità. Il Venerdì in genere le persone mi sembrano più allegre, forse perchè si preparano al fine settimana in cui possono realizzare una piccola parte dei loro sogni o almeno pensano di poterlo fare. Nel mio caso oggi in particolar modo è stata una durissima giornata di lavoro. Densa di molti appuntamenti frammentati che mi richiedono un sacco di concentrazione di energie e di pensieri, di progetti e di sogni che continuano a rimanere chiusi nei cassetti o appesi come salami nella mia personalissima cantina dei sogni. Sono contento di questa giornata e in genere mi sento bene con me stesso quando mi sento appagato per quello che ho pensato, progettato, realizzato, gestito, dipanato, risolto. Mi sento un uomo adulto e questo talvolta mi spaventa tanto quanto vorrei rimanere con lo spirito di un bambino curioso e giocoso. Poi come ogni sera vorrei spengere il cervello e vivere solo di emozioni, vorrei che quella intensità di pesiero della giornata di concludesse in un tripudio di emozioni. Vorrei poter esprimere quello che sento nel cuore, vorrei che il cielo che si è fatto di cemento nel frattempo, iniziasse a brillare di stelle, vorrei sfiorare la tua pelle e sentire quando ti scorre un brivido; e se la osservi da vicino, la pelle infatti, si trasforma come per ascoltare o se preferisci per parlare, vorrei vedere con l’olfatto, mangiare con il tatto, ascoltare con il gusto, vorrei che tutti quegli strani meccanismi di difesa lasciassero libera la strada a tutto quello che non c’è.
In questi momenti mi sento incapace e tutto quello che ho costruito quest’oggi non ha alcun significato senza di te, mi sento uno chimpanzee solo in giacca e cravatta circondato dal niente.
Questo in genere è il tempo del silenzio, un silenzio tanto denso da perdercisi dentro.

Poi passato questo interminabile silenzio ascolto il ritmo e il tono delle tue parole e capisco che sei chiusa a riccio perchè la vita ti ha messo davanti cose che paradossalmente ti hanno chiuso invece di aprirti, per mostre la tua bellezza e ti percepisco strutturata come una Matrioška.
Se mai riuscissi ad essere bravo a superare il primo guscio, riuscirò ad accedere al successivo che negli anni hai costruito, e poi via via così fino a non arrivare mai da nessuna parte se non ad un guscio sempre più difficile da aprire.
Ed io durante il tempo impiegato a sfogliare i tuoi innumerevoli gusci ?
Io nel frattempo sono per eccellenza l’uomo del fare, dell’azione, il problem solving per eccellenza, il caterpillar del pensiero e dell’azione che lo segue.
Non ti poni il problema di percepire che cosa vivo emotivamente, durante questo tempo, di provare a guardare dentro ai miei occhi blu come il mare e magari a cascarci dentro.
Non provi a nuotare, gioire, gridare, saltare e far tuffi in questa acqua fresca e azzurra.
Non provi a fidarti di questa certezza che è il mio esserci, che percepisci talvolta come un fastidio.
Sei impegnatissima ad attaccarmi al minimo mio accenno emotivo riuscendo ad essere tagliente come la lama di un rasoio per assicurarti che nessuno segua il mio pessimo esempio.
Allora sai che cosa faccio: io mi metto a gridare !
Io mi metto a gridare a squaciagola ma in silenzio, nel silenzio di questa notte insonne, a gridare al mondo che sono qui che ti cerco da tempo per farti capire che ci sono anche se con il trascorrere di questa strana notte, comincio a pensare di non trovarti più nemmeno nel vento di domani mattina.
Uno strano rumore nelle scarpe
Una volta avevo un paio di scarpe nuove.
Delle scape che sapevano di corsa, di salti e di gioia.

Da alcuni giorni fanno uno strano rumore.
Dovrei portarle dal meccanico delle scarpe per un cambio olio.
Einstein e il moltiplicatore del tempo
Alcuni anni fa una mia cara amica mi regalò un poster di Albert Einstein che ho sempre custodito con molto affetto.
Ci sono un sacco di storie legate a questo poster che un tempo era attaccato nella camera dove studiavo, mia sorella 20 anni più piccola di me, ha iniziato con il pronunciare la parola “stein” subito dopo pappa, mamma, papà, tato e forse cacca. Insomma è stato un compagno per il corso di studi e adesso è nel mio studio di casa. Un sacco di volte l’ho guardato e ammirato per quello che ha fatto e per il suo tracciare un pensiero che ha lasciato decisamente un segno sia nel mondo scientifico che in quello sociale con il suo essere “trasgressivo” se di trasgressivo si può parlare. Celebre è la foto con la linguaccia ma non solo.

Adesso ti ho messo qui sul mio Blog in modo che i miei amici che leggono possono guardarti comodamente seduti mentre dovrebbero lavorare e invece stanno leggendo stratolimite.it.
Caro Albert, in realtà ti disturbo perché avrei un desiderio e non so se dal posto dove ti trovi adesso e con tutto quello che avrai da fare puoi ascoltarmi o dedicarmi la tua attenzione. Se per sbaglio ti cadesse l’attenzione qui sul “blogghe” sappi che io avrei bisogno di un moltiplicatore del tempo. Una cosa che potresti realizzarmi in pochi minuti e che per me sarebbe in questo momento di grande utilità. Andrebbe bene anche in prestito per poco tempo, nel senso che tra una settimana te la restituisco e ti devo anche un favore. Ecco si, questa mi pare che potrebbe essere un’ottima soluzione.
Sempre se tutto questo non scombina la versione beta della nuovissma teoria della relatività celestiale, alla quale stai lavorando ovviamente.
Grazie ti continuo a guardare adesso anche on line con molta ammirazione et stima.
Filippo
Thinking 1.3 i sestrieri e le politiche aziendali
La vita è un viaggio con alti e bassi, è facile essere ben disposti verso tutto nei bei momenti, ma la differenza la vedi in quelli brutti. Ho la fortuna di contare su qualche amico che si dimostra sempre puntalmente presente nei momenti cruciali come lo sono io per loro e questa certamente è una grande fortuna che possiedo. In queste ore sono alla ricerca di un po’ di silenzio tra me e le decisioni che devo prendere circa il mio prossimo futuro, cercando di allontanare l’ondata di emozioni dalla razionalità che adesso è l’elemento necessario e utile per prendere queste decisioni.
Talvolta certe situazioni sono veramente incredibili come cambino nel giro di poche ore, e da una apparentemente stabità, ti trovi a nuotare in mezzo ad un mare di variabili alle quali non riesci a dare convergenza.
Adesso mi trovo certamente in mezzo ad uno di quei momenti che o ti fan crescere, o ti demoliscono, e non sono tanto disposto a farmi demolire, anzi.
Il dato di fatto è che da un paio di giorni non faccio altro che prendere schiaffi dalla vita e questo è pur sempre un sintomo tangibile che qualcosa non va, stò cercando di prendere tempo per capire in che modo uscirne e in mezzo a tanti successi e tangibili riconoscimenti ci sono anche i bocconi amari da ingoiare e si sa quanto non sia piacevole.
Mi ritengo in generale un carattere molto determinato e capace di trovare soluzioni quotidianamente e di continuo, lo faccio praticamente di mestiere e ultimamente sono allenatissimo e mi dicono anche particolarmente bravino. Sono determinato come non mai nella vita a portare in fondo anche un principio secondo il quale le ingiustizie non possano passare in rassegna come invisibili e io sento di averne subite. Sono consapevole che non è certo questo mio modo di vivere la le cose che cambierà il modo con cui notoriamente le situazioni vadano sempre nella direzione dell’interesse ma voglio vivere questa situazione appagato e convinto delle decisioni che prenderò. Adesso mi sento un po’ Don Chisciotte della Mancia e con i mulini a vento si sa che ho un certo feeling.
Vedremo queste prossime ore cosa accadrà e come questa notte mi porterà consiglio come mi suggeriva spesso il mio saggio nonno.
Paco e i suoi fratelli
Qui all’Ardenza c’è una piazzetta che chiaramente risente dello spirito del santuario o almeno di spifferi d’aria nelle fredde giornate d’inverno. Accadono delle cose veramente incredibili. Ho già narrato il famosissimo e Santo Subito cappuccino ardenzino by Daniele ma non ho ancora speso una sola parola per la presenza di Paco e della sua trattoria poi toccherà ad Angelo e i suoi gelati e ai megameccanici.
Paco qui è stata una reale apparizione. Come quelle che si leggono nelle storie un po’ mistiche che poi passano la fase della beatificazione e finiscono per accompagnare il nome dei giorni della settimana come santi. Che poi mi chiedo continuando questo processo di santificazione e rimanendo 365 giorni di un anno come cavolo fanno a piazzarceli tutti. Bah misteri della chiesa.
In ogni caso Paco è apparso così proprio come l’arcangelo Gabriele ma di nome Paco. Un giorno questo curioso personaggio è piombato in mezzo a noi. Oramai è diventato il cuoco di tutti e qui nei paraggi non c’è persona che non ha colto l’occasione per non cucinare e spararsi cena e due risate da Paco. Poi qui accadono delle cose incredibili, fa il porcellino come pochi in tutta italia Emilia compresa, imitazione compresa. Ultimamente s’è specializzato nella granita alla mortadella, ma fa una tagliata di carne di Dingo che è la fine del mondo, anche se io preferisco lo Gnu masicato poco. Tipico poi è incontrarci Francone che è per eccellenza l’idraulico amico di tutti qui all’Ardenza.
Certamente se pensate di venire a mangiare da Paco senza prenotazione e non siete Ardenzini è chiaro che potete essere Pisani o Fiorentini, ancora ancora vengono accettati i Lucchesi e i Senesi per via del vino, ma qui si mangia solo per diritto acquisito o per prenotazione a data. Io ad esempio mi spaccio sempre per un avvocato che chiede un tavolo e rigorosamente vengo scoppiato con il mio tipico accento polacco. Ma ci provo alla grande e prima o poi strapperò un bel tavolo per due per l’avvocato. Sappiate che certamente qui da Paco troverete tutte le comodità del caso. HotSpotte per le connessioni ad Interenette che si narra abbiano sperimentato proprio nei locali della nota trattoria cercando di comunicare con quelli del Frediani per la prenotazione dei tavoli per il pranzo. La missione è fallita ma in compenso ci si sono messi di mezzo l’ameriani di ampderbi che poi ne hanno fatto Internet che tutti conoscete. Ma è qui che nascono le idee. Qui nascono le grandi sfide. Qui vengono a mangiare quelli della pallanuoto Livorno, qui nel bagno personale di Paco viene a radersi tutti i giorni Igorre Brotti il noto Cacciatore di tortore Ardenzino. Qui sogno di portare a cena la dolce e bella donna del mistero che di tanto intanto incotro la mattina nella nota piazzetta. Questo cari miei è l’ombellico del mondo delle trattorie e sebbene non sia grande Paco risce a farla diventare come un castello, provare per credere.

P.s. Non credete alla storia degli oli che vi propina, sono tutti comprati dal Ciomei e come minimo li porta Luca il fratello di Daniele. Ma voi fate finta di niente e dategli un po’ di soddisfazione, anche per le cozze e per i funghi è tutta roba proveniente dalla Russia appartenuta al’ex URSS e rivenduta al mercato nero, ma si sa come vanno queste cose. Io le mangio e sorrido dato che Paco mi sta parecchio simpatico. Poi al risveglio tanto conto su Daniele e sul suo cappuccino purificatore che è meglio delle pastiglie di Formitrol.
Boia come vanno tutti in questa piazzetta ! Cose da non crederci e non vi immaginate gli altri.


