Non dire “gatto” fino a che …
Foto scattata da lunatikina.
Fermo ai bordi dell’autostrada con una pioggia battente e un pezzo di J.S.Bach suonato dal duo di tromba ed organo. Sono preda di emozioni contrastanti. Tra alcuni minuti sarò di nuovo ad un importante appuntamento di lavoro al quale lavoro da tempo e mi sento veramente fuori sintonia ma sono certo che appena davanti a quel cancello che mi attende tutto si trasformerà come sono capace di fare. Il mio istinto di protezione è in piena allerta e mi grida di fuggire in difesa ma mi rendo conto invece che questo è il momento di affrontare questo peso che tengo sullo stomaco da troppo tempo. Tutte le domande che mi pongo in questo momento le rimando al mittente e cerco di vivere queste emozioni in tutta la sua pienezza. Il meteo di oggi mi pare in completa e totale armonia con quello che mi passa dentro un po’ come questo pezzo che continua a sprigionare energia da tutti i pori. Sono ferito tanto in profondità ma me lo aspettavo e dentro di me avevo la piena consapevolezza di tutto quello che stava accadendo dai tanti piccoli segnali. Era limpido come l’acqua che scende giù dai prati di Sara ma in qualche modo non volevo accettarlo e cercavo anzi di combatterlo con tutto me stesso. Ho maturato dentro di me un istinto che è la cosa che mi sconvolge quando non riesco a collegarci con una logica la mia parte razionale che poi arriva sistematicamente dopo come in questa occasione. Dico a me stesso e me lo ripeto da ieri sera che è l’ennesima tappa alla quale ne seguiranno altre. Il tempo è un galantuomo e sa premiare sempre chi mette il cuore oltre l’ostacolo. Sono dei mesi che ne ho fatto una ragione di vita e con un nodo alla gola continuo a guardare avanti. Il tempo è si sa è galantuomo e non ama molto chi …..
Il tempo è un galantuomo !

Foto di Ottorino Diamanti del circolo Ragn’a vela
Alcuni anni fa lessi un bellissimo libro intitolato appunto l’arte della guerra la cui scrittura è attribuita al condottiero Sun Tzu.
Si tratta di un libro a mio modo di vedere veramente splendido. Uno di quei libri che di tanto in tanto hai sempre il piacere di spulciare per qualche minuto di riflessione. E’ stato adottato come manuale di economia ritenuto attualissimo. E’ in realtà un manuale di strategia militare ma credetemi se vi dico che è a tratti illuminante.
Il messaggio di fondo a cui tutto il libro si riconduce è: La guerra perfetta è quella che non richiede la battaglia, ma che conduce sul tuo lato l’avversario, senza bisogno di combattere.
I pensieri filosofico-strategici che l’autore esprime sono un monito sulla vita quotidiana, sulle capacità di affrontare i problemi e le insidie ed ho ragione di ritenere che ogni manager d’azienda dovrebbe conoscere questo interessante titolo. Vi è ad esempio una chiara dettagliata spiegazione tra tattica e strategia cosa che appare scontata ma non lo è affatto. Vi lascerò alla lettura del libro che saprà farvi appassionare più di quanto io non sia capace con il mio umile blog.
Ho parlato di questo libro perchè oggi per uno strana coincidenza mi è capitato di nuovo in mano e aprendolo ho letto e ho riflettuto su una cosa che mi sta proprio accadendo in queste ore con un commento che vi scrissi tanti anni fa. Mi ha fatto sorridere che proprio il destino mi metta le risposte in mano in questo curioso modo che è la coincidenza. E’ sottile la differenza tra coincidenza e destino.
Non c’entra niente la fotografia sopra con il libro che invece è più inerente un incontro di greco-romana. La foto è stata scattata durante il primo giorno di non regate al circolo Ragn’a vela di San Benedetto del Tronto. Dato che il vento era eccessivo, e qui si potrebbe aprire una parentesona che alzerebbe un enorme putiferio che non voglio alzare, ci siamo spaparanzati sul pratino davanti al circolo e chi ha fatto un po’ di lavoretti, chi si è fatto due passi ecc ecc. Io ho giocato il Jolly e mi sono messo a fare una sonora penichella al sole quando Eros Paghera interrompendo un sogno fantastico nel quale mi trovavo immerso, circondato da bellissime donne conturbanti mi è saltato addosso non prevedendo però il mio pronto scatto felino che lo ha ribaltato e immobilizzato come si vede chiaramente dalla foto. Saluto il simpaticissimo Eros di Campione del Garda anche se adesso è immerso in un lavoro che lo vede a Buccinasco o qualcosa del genere nell’interland di Milano invitandolo ancora a venire a Castiglioncello a planare quando il mare “schiuma” come si deve sotto il maestrale. A tal proposito invito anche Silvio a chiamare l’amico Eros per sentire se per esempio domani che è mercoledì sia mai che il vento …. Poi il mercoledì è un giorno tremendo per i server lasciatevelo dire. Presto vi faremo sentire uno streeming di Eros che imita a suo personalissimo modo il grande Tiziano Lugaresi di Cesenatico noto per una telefonata a ad una segreteria telefonica per la riparazione del suo self-service di benzina. Un saluto a tutti Lugaresi compreso.
Limite invalicabile

Che sia la volta buona ?
L’incantesimo prima o poi si scioglierà

Mi sento come preda di un incantesimo. Ma …
Velisti strana gente.

Foto scattata da Jim Skea.
Siamo arrivati a San Benedetto del Tronto dopo un viaggio di 7 ore. La solita trafila di carico barche, preparazione di annessi e connessi. Poi dopo il viaggetto a scherzare con discorsi tra il serio e il giocoso ma pur sempre di 7 ore si tratta con le solite interminabili file autostradali. Finisce che durante i giorni della regata è l’occasione per completare gli ultimi lavoretti che a casa non trovi mai il tempo di finire, e quindi scarichi riarmi tutto e tiri fuori il tuo personale arsenale di attrezzature ambulanti. Per fortuna che poi arriva la cena con gli amici, birra risate a non finire per poi domani regatare e dopodomani oltre a regatare di nuovo, ricaricare e giù di nuovo la solita trafila del carico e del viaggio.
Vista da fuori potrebbe sembrare una follia ma tutto questo ha un suo senso. Prima di tutto per il piacere di regatare, e poi per la natura stessa del viaggiare che è l’essenza stessa del conoscere e del crescere.
A me piace da matti questa vita ma riconosco che vista da fuori …. siamo gente strana.
Ognuno d’altra parte gioca come ritiene opportuno.
Per me certamente l’obbiettivo non è il risultato che in ogni caso ha una sua importanza. Ho scelto di gustarmi il viaggio più che di correre dritto alla meta senza guardare quello che vi è c’è strada facendo.
L’essenza stessa del mio viaggio è quindi viaggiare.
In caso di EMERGENZA
Viaggiando nel profono di me stesso
Foto scattata da yanseiler.
Compiendo viaggi non solo fisicamente si conosce, si scopre, si impara.
Di un viaggio ciò che più si fissa nella nostra memoria sono le emozioni.
Emozioni vecchie e nuove, e conoscenze: di questo mi arricchisco nel compiere un viaggio piccolo o grande che sia.
Viaggiando di luogo in luogo riesco a notare sempre qualcosa, imparo sempre qualcosa, divento intimamente partecipe dei riti delle culture poco conosciute che sono ancora oggi capaci di mantenere profondi legami con il passato e di trasmettere “sensazioni”, “passioni” e “gioie” che la nostra vita frenetica sta lentamente dimenticando.
Sensazioni che si radicano profondamente nell’animo del viaggiatore e ne segnano il cammino, per sempre.
Baci baci baci baci baci morsini e baci !!!!
Non credo di aver afferrato il concetto !!!!
Sentimenti …
Sentimenti …
Ricordo ancora la felicità di quando mi donarono la mia prima bicletta da cross. Aveva la leva del cambio al centro era verde oliva metallizzata. Ero felicissimo crossavo ovunque. Ero padrone del mondo che stava tutto sotto le ruote tacchettate della mia bici che rappresentava il trono del mio personalissimo regno. Impennavo ovunque, manifestando la mia felicità per la vita. Alcuni giorni fa mi son tornate in mente queste scene delle impennate con la bici da cross verde. Scene di circa 30 anni fa. E’ successo mentre viaggiavo in autostrada con la radio spenta e il pensiero concentrato sulle forti emozioni appena vissute e non so per quale motivo ho pensato alla bici verde ma ci ho pensato. Rilflettevo sul vero significato dei sentimenti. Cercavo una spiegazione che mi facesse in qualche modo capire come mai sono portato a sentire il dolore o la gioia di una persona per la quale provo un amore inspiegabile, un amore che supera il tempo e lo spazio che va oltre tutto e tutti. Un amore che mi proietta nella dimenzione dell’irrazionale e per la quale non so darmi una spiegazione come non so darmi una spiegazione del perchè quella bicilcetta verde oliva è rimasta nella mia memoria come se fosse una parte di me. Credo che non siano i respiri a scandire la vita ma i momenti nei quali senti che i respiri vengono meno. I momenti in cui qualcosa di emozionante ti inonda in ogni direzione e senti che non vorresti essere che li dove sei in quel momento. Siano questi manifestati da uno sguardo, da un abbraccio intenso o da un semplice contatto. Sentimenti ….





