Running Therapy

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gen 312009

Foto scattata da j.t.cph.

Anche ieri sera sono andato a correre solo soletto con i miei pensieri e con un discreto freddo e domani replico anche se dovesse piovere. Devo dire che sta diventando, come lo è stato alcuni anni fa, una esigenza o meglio un bisogno. Mi piace molto la sensazione dopo aver corso e dopo aver fatto la doccia bollente, il percepire ancora forte la voglia di continuare a correre.
Oggi ho passato tutto il pomeriggio in mare al timone della barca di Marco e Sandra a godermi una magnifica giornata di sole con una leggera brezza che ci ha permesso di veleggiare per tutto il pomeriggio, abbiamo tentato anche un po’ di pesca con le canne al traino ma putroppo abbiamo pescato solo un sacchetto, in compenso io mi sono visto un delfino che è sempre una cosa bella.

gen 312009

Dolore conTatto

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gen 302009

Foto scattata da Benoit.P.

Infinità d’amore

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gen 302009

Foto scattata da RRaluca.

–Infinità d’amore di John Donne–

Se ancor non ho tutto l’amore tuo,
cara, giammai tutto l’avrò;
non posso esalare un altro sospiro per intenerirti,
né posso implorare un’altra lacrima a che sgorghi;
ormai tutto il tesoro che avevo per acquistarti
- sospiri, lacrime, e voti e lettere – l’ho consumato.
Eppure non può essermi dovuto
più di quanto fu inteso alla stipulazione del contratto;
se allora il tuo dono d’amore fu parziale,
si che parte a me toccasse, parte ad altri,
cara giammai tutta ti avrò

Ma se allora tu mi cedesti tutto,
quel tutto non fu che il tutto di cui allora tu disponevi;
ma se nel cuore tuo, in seguito, sia stato o sara’
generato amor nuovo, ad opera di altri,
che ancor possiedono intatte le lor sostanze, e possono di lacrime,
di sospiri, di voti, di lettere, fare offerte maggiori,
codesto amore nuovo può produrre nuove ansie,
poiché codesto amore non fu da te impegnato.
Eppur lo fu, dacché la tua donazione fu totale:
il terreno, cioè il tuo cuore, è mio; quanto ivi cresca,
cara, dovrebbe tutto spettare a me.

Tuttavia ancor non vorrei avere tutto;
chi tutto ha non può aver altro,
e dacché il mio amore ammette quotidianamente
nuovo accrescimento, tu dovresti avere in serbo nuove ricompense;
tu non puoi darmi ogni giorno il tuo cuore:
se puoi darlo, vuol dire che non l’hai mai dato.
il paradosso d’amore consiste nel fatto che, sebbene il tuo cuore si diparta,
tuttavia rimane, e tu col perderlo lo conservi.
Ma noi terremo un modo più liberale
di quello di scambiar cuori: li uniremo; così saremo
un solo essere, e il Tutto l’un dell’altro.

Foto scattata da *trevj.

gen 272009

Foto scattata da Tiquis!

La mattina è tutto un piovere di biscotti, ha pronunciato Ale riferendosi alla piccola Caterina che la mattina alimenta il cane Liin un po’ per gioco un po’ casualmente.
Liin lo sa molto bene e si apposta consapevole che quello, tradotto, vuol dire una gran bella giornata, iniziata proprio nel migliore dei modi.
Ieri sera quando sono tornato alla mia dimora pensavo proprio a questa scena. Il cane e la piccolina e all’interazione tra le due. Il vederli è stato veramente appagante perchè, si evince subito che l’armonia è presente come lo è il rispetto reciproco. Anche se la piccola Caterina magari ancora può non capire bene fino a che punto viola quello di cane Liin e talvolta il viceversa ma tra le due c’è la consapevolezza che non c’è l’intenzione di farsi del male e se questo dovesse accadere fa parte del conoscersi reciprocamente. Il bello è vedere la dolcezza di fondo con la quale reciprocamente interagiscono.
Ho allora iniziato a pensare all’amore, quello per me stesso e quello che in qualche modo ho vissuto tanto intensamente con la mia dolcissima ex.
Ho cercato di definire tutto quello che mi manca di lei, del suo modo di essere e di fare, dove ha toccato in profondità Filippo e dove lo ha profondamente ferito e perché. Inizio piano piano a darmi delle risposte dettagliate, dettate non solo dall’emozione ma e sopratutto dal sentire sempre più in concreto quello che in effetti è la mancanza di una persona con tutto quello che questo comporta nel bene e nel male.
Ieri sera non ho pianto e ho ricordato tanti momenti veramente emozionanti, in cui eravamo una unica entità. Mi sono ricordato di tanti particolari, compresi i profumi, e i sapori, i colori di alcuni di questi momenti e poi ho voluto ricordare tutti quei momenti nei quali sono stato ferito e probabilmente ho ferito mio malgrado nei quali parte di questa magia si è scontrata con un’altra parte della realtà.
In un primo momento dicevo a me stesso, negando buona parte di quello che è realmente successo, che vi erano state situazioni avverse. Adesso vedo le cose in un modo un po’ differente e mi dico che sarebbe realmente potuto essere differente, ma non lo è stato, e tutto questo ha un significato molto importante, e probabilmente è la cosa che mi ferisce di più proprio questa consapevolezza. Ci sono stati tanti momenti nei quali avremo potuto essere ancora una unica entità e non lo siamo stati. Scoprire di chi è la colpa non serve a molto visto l’epilogo. Questo è il motivo per il quale non nego a me stesso quello che ho vissuto e continuo a vivere dentro di me, per questa persona e che cosa ha rappresentato questa relazione che definisco senza alcuna possibilità di essere smentito da nessuno, la più intensa e profonda che ho mai vissuto nella mia vita. Ho piano, piano iniziato anche a muovere delle critiche, non solo verso me stesso, che mi viene facile, ma anche verso di lei producendo qualcosa di concreto. Sono certo che questa ferita impiegherà tanto ad essere riassorbita e comporterà certamente per me delle conseguenze importanti sul piano dei sentimenti e delle relazioni. Conosco il valore vero di una persona come lei, e so perché lo vivo è durissimo continuare il percorso senza. Ho probabilmente fatto delle scelte estreme nell’immediato ma ho avuto bisogno di crearmi attorno lo spazio vitale per riflettere con maggiore quiete e ci sono riuscito a costo di ferirmi ulteriormente. In compenso corro, parlo con me stesso, non nego niente di quello che sento e vivo anche se non fa più parte di una coppia con delle prospettive comuni. Accetto questo stato di solitudine con consapevolezza e relativa serenità in quanto ulteriore momento di crescita e non nego a me stesso il dolore che tutto questo comporta e cerco di viverlo per quanto mi è possibile. Serenità non intesa come assenza di emozioni ma al contrario è uno spazio profondo per vivere con me stesso quello che sento e provo da ogni punto di vista e con ogni sfumatura. Correre certamente mi aiuta a tenere il passo anche nei tanti momenti angosciosi che sono tanti, come mi aiuta il dialogo che ho in ogni momento della giornata con me stesso ma sento che ci sono, e respiro a pieni polmoni, sento gli odori e i sapori molto chiaramente. Non ho paura del presente e del domani qualsiasi cosa dovesse accadere. Ci sono con entrambi i miei due principali ingredienti finalmente ben amalgamati. Dolcezza e tenacità. In questo tempo è come se una parte di me in qualche modo dimenticata o messa alle corde si fosse messa a brontolare proprio di brutto per non essere stata ascoltata e si è fatta valere eccome !!!! Qualcosa sta accadendo e io me lo vivo istante dopo istante. Non è bello né posso definirlo brutto solo che mi mancano tante situazioni che certamente non fanno parte del mio presente e non riesco a vedere nel mio futuro che fino a poco tempo fa erano fondamentali e adesso accetto che non ci siano anche se questo è doloroso da accettare. Sarebbe potuto essere tutta una pioggia di biscotti e invece non è stato così. Stasera vado a correre.

Foto scattata da Steifa.

Stamani ho provato una sensazione che erano degli anni che non provavo. Nel senso che al risveglio ho messo i piedi fuori dalle coperte e ho sentito il morso del freddo attanagliarmi come si deve. Mi son preso un po’ di coraggio e sono sceso al volo e ho acceso la stufa a gas per stemperare l’ambiente rilanciandomi subito sotto al calduccio. Tutto questo mi ha fatto ricordare i tempi in cui vivevo con i nonni e accendere la stufa era compito del nonno, che si alzava e stemperava l’ambiente con la vecchia stufa a kerosene accesa con la mitica divolina. Questo ovviamente prima che si facessero i lavori per i termosifoni alla vecchia casa al mare. Al tempo era presente una stufa nella camera dei nonni e varie altre a gas con la bombola come quella che adopero ora. Il problema è che non mi fido a dormire con la stufa accesa, in quanto mi scalda troppo rapidamente la stanza che è veramente piccola, al contrario se la tengo spenta durante la notte la temperatura scende rapidamente attorno ai 13°/14° con il risultato che vi ho descritto prima. In sintesi è l’instabilità termica che mi fa ricordare quando la mia mamma mi scaldava i vestiti prima che me li mettessi alla mattina. In effetti stamani quando mi son messo il maglione e i pantaloni sembravano estratti dal frigo. Che sensazioneeeee

Foto scattata da lumilon.

Si decisamente faticoso al punto che ero in fase pantofola dopo aver acceso la stufa. Poi mi son detto, ma che cavolo ci faccio qui almeno correndo mi do delle risposte e quando torno mi godo il caldo apprezzandolo ancora di più. Ho iniziato il rito della vestizione con un brivido di freddo, un intenso riscaldamento e poi effettivamente è stato faticoso ma bello correre con l’aria fredda della sera. Direi che ne vale sempre la pena, solo che in alcuni casi la pigrizia fa capilino e …
Insomma sono andato anche questa sera, solo soletto fino alla pineta e ritorno e adesso mi sento meglio. Mi appresto alla nanna dato che da domani inizia una grande settimana di lavoro e la vedo dura rispettare le scadenze. Ci proveremo .. rispettando per prima la regole delle ore 18 ovviamente.

gen 252009

Foto scattata da Alexandre Bertin.

Continuo il mio scout nel mondo del virtuale cercando foto belle o rappresentative da inserire nei miei post. Credo che StratoLimite si differenzi un po’ anche per questo. Ieri sera mentre ero a letto mi sono imbattuto in questa foto con una espressione che adoro. Vale la pena nella vita vivere nella prospettiva di gioire un domani dell’espressione di un figlio che possa farti una linguaccia in questo modo ?
Per me si. Questo è certamente una di quelle cose che continuano a rimanere importanti per quello che sento dentro di me.
Direi che è una meraviglia della natura. Non aggiungo altro.

Foto scattata da semantico.

Mi sono svegliato praticamente alle 11 dopo aver dormito come un sasso tanto ero stanco. Ho sognato tantissimo. Mi chiedo che cosa è la solitudine se non questa sensazione che sto provando anche adesso. Un senso veramente di vuoto con la certezza di aver perduto l’amore della mia vita, perchè quando si incontra la persona con la quale voler passare il resto della propria vita non esistano regole, lo senti e lo vivi e tutto il resto è chiaro che non conta che poco o niente, di questo io ne sono certo.
Cerco di dare un senso a quello che faccio ma qualcosa di profondo dentro di me è cambiato, e non sono depresso. La convinzione che alcune cose per le quali lottavo hanno perso totalmente significato mi ha in qualche modo disorientato. Non per niente questa decisione dell’antartide, non per niente tutti i cambiamenti che con una certa fermezza ho messo in atto. Anche decisioni dolorose per le quali pago conseguenze ogni volta che ci penso su, tanto sono forti e intense le forze che dentro mi contrastano quanto mi sono imposto. Da una parte cerco di darmi regole precise dettate da riflessione ma dall’altra ho la convinzione che sia iniziato un processo evolutivo molto forte e profondo che mi porterà da qualche parte ma non riesco per adesso a capire. Mi sento un barbone solo che dormo in una cameretta in affitto fronte mare che adesso riesce anche ad essere calda, solo che non ho fame e provo uno strano senso di dominio proprio nel non mangiare, ma mi impongo di farlo, tutto sommato sarebbe molto meglio se riuscisssi ed essere fino in fondo un barbone ma ..
Penso e ripenso a questo ultimo anno con un misto di tristezza e di rammarico per tutto quello che è stato e ha signiicato per me. Penso alle gioie, alla felicità toccata, all’amore e al senso di tradimento profondo che ho provato in alcuni momenti. Penso e ripenso agli errori commessi, alle occasioni mancate, al destino. Probabilmente se fossi un menefreghista come tanti sarei capace di guardare avanti con maggiore facilità probabilmente senza un così profondo senso critico ma non ci riesco e son qui ad aggrovigliarmi al pensiero e a quello che mio malgrado e nonostate tutto provo dentro di me. Non riesco ad avere un comportamente giusto o sbagliato e provo un grande senso di vuoto.