L’armonia

Foto scattata da Mario Lanini.
Raggiungere l’armonia è qualcosa di straordinario che lascia il segno per una intera vita. Forse una volta mi è capitato. Forse una volta ho sfiorato il cielo tempestato di stelle. Forse una volta mi è capitato di essere parte di un tutt’uno con l’universo oppure l’ho sognato ma è ancora viva in me quella sensazione.
Poi sono capitate cose, ho incontrato persone, sono nate convinzioni ed altre sono svanite nel niente e quell’armonia si è piano piano sempre più allontanata dal mio cuore, dai miei pensieri dalle mie azioni quotidiane. Questa sera mentre stavo guidando mi son ricordato di alcune parole che un amico mi scrisse come regalo in una lettera da leggere alla “bisogna”, come disse lui. Erano le parole meravigliose di Nelson Mandela e al tempo ne feci un post.
L’ho riletto ed ho ancora una volta ho sentito quanto quell’armonia vive in ognuno di noi e se guardo bene è proprio sotto il mio naso nonostante mi ostini a gurdare oltre la volta di stelle che cadono nelle sere d’agosto. L’armonia è dentro di me e la sento che pulsa come il battito di un tamburo ad ogni ritmo del mio cuore. Vuole che io canti e danzi e gioisca della grazia che possiedo nell’essere unico e irripetibile come lo è ognuno di noi. Rileggo quelle parole e mi commuovo anche se fa un po’ freddo ma è troppo caldo per un abbraccio che non è in questo tempo nè in questo luogo. Lascio andare i pensieri oltre quella pineta in mano al vento di libeccio. Questa sera non ho molto sonno ma sento che dell’armonia saltella nell’aria. Buonanotte
L’ora di religione

Foto scattata da i5prof.
Ai tempi delle scuole medie alcuni degli alunni non praticavano l’ora di religione e facevano in sostanza quello che volevano a loro piacimento sotto il nome di “attività alternative”. Io al tempo ho frequentato senza convinzione quella che era l’ora di religione e adesso nella mia vita in questo preciso momento ho deciso di concedermi un’ora di “attività alternativa”.
Sono un uomo che senza alcun dubbio si può ritenere fortunato per le tante occasioni che la vita mia ha concesso fino a questo momento e per alcune extra che mi son concesso da solo. E’ arrivato il momento dell’arte. Si è conclusa l’egemonia della razionalità per dare spazio alla creatività più sfrenata. Non che questa mancasse nella mia vita ma attività come la musica o il disegno per esempio che richiedono disciplina non hanno fino ad oggi fatto parte in nessuna forma se non da attento spettatore . E’ arrivato il momento in cui da guardare con attenzione passo al praticante rilassato e quindi dopo aver desiderato negli anni una chitarra o un contrabbasso ho deciso di passare all’azione. Da adesso mi concedo l’ora di attività alternative e vedremo che cosa ne viene fuori. Proprio ieri pensavo a quando correvo sulla battigia da bambino spensierato e alle sensazioni di profonda libertà che riuscivo a percepire ed è fantastico constatare che sono le stesse che provo adesso con mille e più prospettive aperte e con qualche desiderio concreto in cantiere. Diciamo progetti di largo respiro. Cominciano a saltar di nuovo fuori dopo un periodo buio, armonizzati con quello che è il mio attuale vivere e il mio procedere cosciente. Continuo a respirare e guardare il mio presente sempre con maggiore gioia. Che sia la stagione della primavera ? Se anche lo fosse vorrei che avesse delle salde e solide radici come le querce attorno alle quali correvo da bambino.
La coincidenza non ha madre

Foto scattatta da Shoot-Me1.
Supervisione manageriale
Il sottotitolo
Supervisione per psicolabili che continuano a giocare di sponda.
Quando le luci dei riflettori si spengono anche gli attori rimangono soli con se stessi.
Credo che quello per un attore sia il vero momento della verità. Il momento in cui l’attore e l’uomo coesistono, ma lo spengersi dei riflettori lascia all’uomo il controllo totale e l’attore anche se per un solo interminabile istante prova un senso di profonda solitudine.
Un po’ come le pause di assoluto silenzio che si sentono rarissimamente nelle composizioni di una orchestra nelle quali nel contesto di una melodia creata all’unisono da molti strumenti, per un solo interminabile momento regna un silenzio denso come il miele.
Quei momenti sono pregni di musica molto più di tutto quanto il resto della composizione proprio per quello che avviene prima e dopo quell’interminabile momento di silenzio.
Apprezzo questi momenti come parti di un contesto che non può essere per sua stessa natura “scomposto” o “estrapolato”.
Vi è una continuità in quel silenzio che lo rende unico e non paragonabile ad altri mille silenzi che si possono ricreare.
Questo è il mio punto di vista questa la densità del mio attuale silenzio.
Appuntamento criptico

Foto scattata da Filippo Nogarin.
Allora …
… via, ci si vede al campino. Te porta il casco io porto la vespa.
Come una farfalla

Foto scattata da IsabellAndersson.
Stavo scrivendo un piccolo ma efficace trattato su come distinguere una farfalla da un tonno quando ho ricevuto 2 telefonate e un sms dalle 7 di mattina ad adesso. Nell’ordine era mio padre che mi ha parlato di problemi elettrici, su come intervenire etc etc. L’sms mi ha preso proprio nel momento in cui stavo descrivendo l’uso delle esche coreani e bibi etc etc e mi ha tolto la poesia. Poi la telefonata e quindi ho destito prendendo questo come il segno tangibile di un destino che non vuole che in questo momento io scriva una perla di saggezza di questo tipo. Va bene sarà per la prossima.
Scivola via come l’acqua
Foto scattata da sarahishh.
Il respiro del guerriero

Foto scattata da Stefano Mazzoni.
Lo scorso anno mi son sentito alla fine del periodo pasquale che stavo godendo di un periodo di forma interiore straordinario frutto di un lavoro meticoloso, devo direi che quel periodo nel corso del resto dello scorso anno è servito ma per i motivi più svariati è andato scemando sempre più. principalmente per problemi di salute che ho dovuto fronteggiare con grande tempestività e successivamente per grandi cambiamenti sia logistici che nella mia vita privata. Alle porte della Pasqua mi trovo a sentire di tornare piano piano a respirare di nuovo un periodo nel quale riesco con facilità ad esprimermi anche se mi stanco molto. Certo quello che ho passato in questi ultimi 5 mesi non è proprio “ordinario” ma sto cercando di consolidare tutto questo passato affinchè diventi anche questo una parte del costrtutto su cui basare il mio presente. Insomma per farla breve sento il respiro del guerrriero che viene fuori di nuovo piano, piano, dopo aver curato ogni ferita con estrema cautela. Alla fine i veri valori delle persone vengono sempre fuori e malgrado tutto il cuore paga sempre.
Continuo a respirare con consapevolezza.
Suggerisco tre libri dei molti che sono sul mio comodino.
Rose Volanti, di Alda Merini —-> SPETTACOLARE
Il viaggiatore notturno di Maurizio Maggiani —-> In lettura ma bello
Liberarsi dai condizionamenti di Krishnamurti —-> In coda
Proprietà transitive

Foto scattata da Ev@
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Ho come un prurito che mi parte da dentro e tratta proprio di legami transitivi e di fratellanza nera.
Farò quello che faccio di solito e taccio ma mi scompiscio dal ridere dentro.
Il profeta dannato è un mestiere duro.
Buuuu !
Bici magnifica invenzione

Foto scattata da Kathy~.
C’è qualcosa di magico nella bicicletta. Qualcosa che non so spiegare ma che è fuori dal tempo e dallo spazio. Io ho la mia “Emilia” oramai un po’ provata dagli anni. Ma è una bicicletta alla quale sono particolarmente legato. Anche alla Margherita che c’è sul manubrio. Insomma ode alla bicicletta ode al progetto Trixy in pieno svolgimento e auguri a Mari per il suo compleanno.
