Foto scattata da jeeeweee.
Ancora una notte difficile nella quale i pensieri saltano in ogni dove ed è veramente difficile domarli. Una notte nella quale la ragione e il sentimento fanno ancora la battaglia dentro di me.
C’è poco altro da fare se non guardare indietro con amore senza voler trovare un colpevole o una colpa in tutto questo e del tuttto autonomamente trovare la forza di proseguire il cammino. Alcuni di voi mi hanno chiesto insistentemente come mai mi sono calato nella solitudine e non ho cercato conforto nelle amicizie.
Una risposta adesso ce l’ho. Nel momento in cui ti accade che tutto quello in cui credi crolla miseramente, ti crollano anche molte delle certezze sulle quali ti basi per compiere le azioni più elementari come il relazionarsi semplicemente con il prossimo. Ho sentito il bisogno di affrontare tutto questo solo con me stesso un po’ per la paura di ricadere nell’incubo dello scorso anno e un po’ per necessità dettate dalla salute visto quello che mi è accaduto recentemente. Ho sentito e sento il bisogno di respirare da solo. Consapevole di un potenziale conforto sia dai miei genitori che dai miei cari amici i quali si sono stretti attorno a me. Su questo ultimo punto posso solo dire che non mi aspettavo tanto amore da parte vostra e sopratutto che ognuno di voi ha avuto nonostante questi slanci la forza di rispettare profondamente i miei tempi di silenzio e le scelte talvolta non compensibili che ho recentemente fatto, restiuendomi con questo la dignità della mia totale indipendenza.
Sono dovuto scendere molto in profondità per sentire pulsare il mio cuore e adesso sono qui. Dolorante, deluso, ma con la consapevolezza di saper ripartire come ho fatto in passato e farò ancora una volta. Adesso ho bisogno di respirare e di sentire che ci sono senza facili entusiasmi e senza scappare dal mio profondo dolore.
Ci sono acuni momenti della vita nei quali alcune persone escono dalla tua, e ricostruire a posteriri il perché è praticamente impossibile da capire fino in fondo. Altre volte invece lo senti accadere e ti senti come costretto a una sciocca contabilità delle mancanze, delle disistime, oltre che della perdita di sintonia, finché il peso della somma diventa intollerabile e non puoi che prenderne atto. Detesto questo versante autoptico e preferisco di gran lunga essere li e sentire e capire nel momento quello che accade, per decidere e non farmi decidere.
A differenze di molte persone non riesco a far passare tutto questo in modo banale, a sorridere come se niente fosse o trovare un paliativo al dolore che per me è devastante. Preferisco dichiarare il mio decesso. I non detti mi rimangono dentro e mi dilaniano piano piano, disprezzo le persone e le situazioni che scelgono la mancanza di trasparenza come stile di vita malgrado riconosca siano le più capaci ad apparire come limpide e trasparenti.
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