apr 232012
 

Foto scattata da Karol Nems.

E’ una società che esalta i vincenti. Che esalta i pregi e denigra coloro che non rappresentano la perfezione.
Io prendo le distanze da tutto questo. Io sono un coacervo di difetti. Ho passato tutta la mia vita a combatterli fino a che loro, i difetti, hanno vinto. Sono stremato dalla lotta e ho deciso di arrendermi incondizionatamente. Non sono in grado di battere questa parte di me che è in realtà la parte più forte.
Ho decisamente più difetti che pregi e per di più sono un orso.
Sono un orso nel senso letterale del termine e malgrado la mia ribellione a questo mio stato d’essere lo sono profondamente.
Desidero tanto che i miei difetti siano oggetto d’amore assoluto per qualcuno e non perché in relazione con i miei pregi ma questo non accade, anzi, i difetti sono sempre stati il punto dolente attorno al quale alimentare una mia battaglia interiore. Son sempre i difetti, talvolta cheti talvolta urlanti, ad avere la meglio. Quindi son i miei difetti che mi caratterizzano. Son stufo di essere in lotta. Voglio essere in pace con i miei difetti, anzi li voglio tutti per me e non sopporto nessuno che me li demonizzi. I miei difetti sono miei e mi fanno sentire profondamente me stesso molto più di quanto facciano i miei pregi. Per quelli c’è uno stuolo di persone pronte a far clamore per così poca parte di me ma proprio loro son pronti a presentare il conto ogni volta che l’altra parte di me firma elegantemente la sua presenza. Sono uno e non divisibile almeno per adesso. :)
Osservo con tanta attenzione quello che mi accade attorno. Osservo con meticolosa attenzione quello che mi accade attorno. Osservo con nevrotica minuziosità quello che mi accade e senza i miei difetti mi mancherebbe la pelle. Senza di quella, la pelle, non avrei la capacità di sentire il vento e il sole e la pioggia e il contatto con la terra madre. E’ per questo che il mio bisogno olfattivo e tattile è sempre più forte con il passare degli anni. E’ per questo che sento l’abbraccio come uno degli elementi più potenti che la natura umana possa esprimere. Proprio nell’abbraccio sento il vero o il falso di chi ci sta dentro e mi da dolore il non essere capace di abbracciare tutti.
E’ nell’abbraccio che esprimo me stesso con fatica e con amore come solo gli orsi sanno fare.
Vorrei vivere dentro ad una vigna d’uva per stringermi a tutti gli altri acini in un connubio di emozioni, in un’estasi di percezioni olfattive talvolta colpito dal sole talvolta ombreggiato da qualche foglia di vigna ma sono un Orso e appeso sto male.
Vorrei tanto che i miei difetti fossero scritti nella mia carta d’identità emozionale alla voce scritta in grassetto NON SI POSSONO CAMBIARE.
Così è quello che sono a tutto tondo. Io con i miei pregi e soprattutto con tutti i miei difetti.
Sorrido e ghigno.

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