gen 082009
 

In altri post ho detto che il viaggio è una occasione di riflessione e il viaggiare è generalmente piacevole ma ..

Ieri ho vissuto uno dei viaggi più faticosi che io ricordi in tutta la mia vita di automobilista. Prima cosa devo dire che è stato certamente faticoso andare a consegnare una perizia tecnico legale proprio il giorno di Befana, quando avrei certamente preferito rimanere a letto a dormicchiare fino a chissà quale ora, per recuperare le ore di sonno che ho perso nelle precedenti notti insonni. Ma dato che al viaggio di lavoro ho unito anche una visita a casa di cari amici, mi sono potuto trastullare il piccolo Francesco per qualche ora, allora direi che nel complesso la cosa assume decismente un altro significato. Il problema è stato il ritorno, in quanto fino ad una certa ora, la neve, era nei limiti dell’accettabile ma dalle 10 di sera in poi mi son visto di … rimanere bloccato a Lonato (BS). Per cui da buon navigatore mi son detto, ecco arrivato il momento di partire per non fare le tende qui un paio di giorni causa maltempo. Il viaggio è sempre un qualcosa di unico anche se percorri la stessa strada 365 giorni l’anno. Il senso stesso del viaggiare fa essere differente la strada. Ogni percorso anche il più conosciuto è differente e in effetti non posso che confermare che è stato così anche questa notte. Solo che per i primi Km prima dell’autostrada ho pensato di essere finito in Lapponia, poi presa l’autostrada per Milano mi son fatto 30 Km dietro agli spazzaneve che stavano pulendo la carreggiata. Dopo al bivio con la A1 mi son fatto ancora un po’ di spazzaneve e quando sono stato prossimo a prendere la Cisa allora mi è venuto il classico giramento di coglioni che ti ricordi per almeno un paio d’anni. Da bravo automobilista ho memorizzato il numero del servizio informazioni sia della Cisa 800043330 che per la A1 840042121. Prossimo al bivio con la A15 e perfettamente conscio del rischio di dover arrivare a Bologna, ho chiamato il numero dell’autocamionabile della Cisa. Mi risponde un operatore che mi tranquillizza e mi dice che la strada è sgombra e seppur con nevicata in atto la circolazione è interdetta solo ai mezzi pesanti. Chiedo quindi conferma per essere certo dato che erano oramai le 1 di notte e dopo una giornata finire per dover dormire bloccato nella neve non sarebbe stato il massimo della vita. Specie con un paio di importanti appuntamenti da gestire nella mattinata del giorno successivo. Per cui con fiducia imbocco la famigerata autocamionabile A15 che fin da subito mi è sembrata più una pista da slalom gigante più che una autostrada. Dopo pochi Km 5,2 per la precisione arrivato all’altezza di Parma ovest un bel blocco del traffico mi ha costretto ad uscire. Dietro il blocco erano presenti anche il cancelletto di partenza con tutti gli sponsor e i vari sciatori che aspettavano il via dei cronometristi. Non vi dico che cosa ho detto nei 3 minuti successivi alla mia uscita dalla corsia del telepass. Ho fatto inversione subito fuori del casello mi sono affiancato alla pattuglia della stradale che come al solito, gentilissimi, mi hanno spiegato la reale situazione. Ho ripreso la A15 in direzione opposta e mi sono ributtato per la A1 in direzione Bologna per poi finire a Firenze e proseguire fino a casa attorno alle 4 di mattina con sveglia alle 7.30. Ho però subito richiamato il servizio informazioni per esprimere in un italiano aulico quanto dovessero andare nel culo per una informazione così palesemente sbagliata ma non hanno fatto una piega. Mi son detto che sarebbe stato bellissimo memorizzare la telefonata e passarla in podcasting. Mi riprometto in una situazione analoga di farlo. La sintesi è stata che viaggiare in questo modo è stata da una parte una prova di coraggio, e tenere duro in una sitazione veramente al limite è servito più a me che alla situazione di per se. Ma anche dirsi che non è sempre tutto scontato come sembra quando si monta in macchina e si parte per viaggiare. Mi son sentito per un attimo come credo si sentissero i viaggiatori tanti anni or sono. Per gran parte del viaggio completamente solo con tutto il tempo per pensare nelle condizioni migliori con la macchina che mi comunicava la sua costante trazione mediante il rilevatore ESP che di tanto in tanto entrava in funzione anche in pieno rettilineo tanta era la neve e il ghiaccio. Ho finito per ascoltare musica a tratti a tutto volume e a tratti fare silenzio assoluto, quasi trattenendo il respiro, per ascoltare solo il rumore della neve e del vento di bufera che si mescolavano con il rumore dei miei pensieri. Sono arrivato stanchissimo, ho dormito poco facendo anche dei brutti sogni, ma quello che conta è quello che ho provato affrontando questo viaggio in quella situazione. Un viaggio dal sapore molto particolare di un percorso che ho fatto veramente molte volte, forse con un pizzico di incoscienza ma con la determinazione di arrivare a destinazione più per sfida con me stesso che per reale necessità.

Nel primo pomeriggio la situazione era già questa.

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