dic 302011
 

Foto scattata da jeanclaudesanchez.

Mi fermo, e frenando i pensieri osservo le cose che mi stanno attorno. Osservo e cerco di percepirne l’energia. Ascolto l’odore di questa casa e ne percepisco ogni singola vibrazione. Mi confronto con l’incubo di questa notte che mi ha lasciato terrorizzato, completamente sudato, in piedi sul letto senza il respiro per alcuni interminabili secondi. Mi confronto con l’ordine e con il caos dentro e fuori di me. Sorrido e penso alla felicità, quella toccata, quella perduta come sei poi la felicità la si potesse possedere e quella che decido di non abbracciare come per un incantesimo. Adesso qui con lagiovanna accesa i pensieri si scaldano e tutto sommato c’è lo spazio anche per un punto della situazione. Son stati anni di notevole impegno questi ultimi e il guardare avanti è talvolta una sfida che mi pare impossibile anche solo da partecipare e tuttavia son qui. Mi passano per la testa durante questi giorni tanti di quei pensieri che mi sembra di toccarli uno ad uno. Sorrido gioiendo proprio di quelle piccole cose che sento adesso avere un notevole peso nel bilancio dell’esistenza. Penso che proverò a riposare un po’. Mi merito un po’ di felicità anche io e direi che potrei partire proprio dal concedermi un po’ di riposo. La felicità è tutto sommato una piccola cosa.

Le piccole cose della vita

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dic 262011
 

Foto scattata da sinnen.

Le piccole cose son quelle che mi fanno sentire felice per almeno un attimo.
Si tratta generalemente di piccole cose o gesti semplici. Magari accompagnati da silenzi o movimenti garbati né troppo misurati né troppo avventati. Il mio pranzo di Natale a base di pane e pomodoro con un pizzico di quel particolare tonno. Un sorriso inaspettato, una carezza o semplicemente il sentire quella musica che un tempo mi accompagnò nel mondo della fantasia. Rileggere il passaggio di quel libro che è prorio bello ed ogni volta è come caderci dentro. Poche altre cose che in ogni caso son quelle che mi fan sentire bene e nessuna di queste è eclatante nessuna è grandiosa. Questo è il mio stato dell’arte, questo è il mio baricentro.

Stare nel silenzio

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dic 202011
 

Foto scattata da Nerboo.

In principio stavo nel silenzio. Poi ho avuto confusione e tra i giochi e la scuola e lo sport mi son perso tra quello che avevo dentro e quello che dovevo avere perché così era deciso. A tratti la signorina Bresciani mi tirava fuori aspetti della mia personalità che non avevo consapevolezza di possedere. Quello è stato il tempo delle foto, delle invenzioni, dell’arte. L’età della sperimentazione. Poi dopo tanti e tanti anni, dopo tanto parlare, ipotizzare, ragionare fiumi di parole adesso con grande piacere mi trovo di nuovo nel silenzio. Nel silenzio ci stanno dentro un sacco di cose interessanti e pensieri e gesti e quel bene che non necessita di essere contraccambiato. C’è, è li si esprime per il solo esserci. Poi nel silenzio ci sta dentro la musica, le nuvole e la marmellata di fichi. Nel silenzio c’è sicuramente anche la torta di mele e insieme a queta ci sto pure io.

nov 192011
 

Stamani sono andato a correre. Non perché me lo ero imposto non perché era in tabella e non perché mi fossi prefissato chissà quale obbiettivo. Sono andato a correre per il piacere di farlo. Difficilmente vado a corere la mattina. Stamani mi son alzato con la voglia di farlo. Correndo mi arrivano tante belle sensazioni. Correndo del mio passo questa mattina il rapporto con gli elementi che mi stavano attorno era totale. Posso respirare profondamente e godere di quella sensazione di fresco che solo la mattina sa darti. Correndo mi son detto che mi sono rialzato ancora una volta. Correndo questa mattina ho avuto delle meravigliose sensazioni che sintetizzo in VIVERE. Alzarsi con la voglia di correre alle 7 la mattina di sabato dopo una settimana di lavoro intenso è bello. Mi da il segnale che le energie ci sono, mi sento bene. Un lavoro lungo quasi due anni che adesso è concreto. Sorrido adesso dopo la doccia. :)

Steve il cancro e la dicotomia

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ott 082011
 

Il cancro è veramente una malattia di merda. Non che esistano delle malattie che non lo siano.

Ma è una bestia terribile, perché nella migliore delle ipotesi ti stravolge talmente la vita che quando ti lascia non sai più nemmeno se la vuoi veramete come hai creduto per tutto il tempo che l’hai combattuta. In tanti parlano di morte, di cancro, di attaccamento alla vita ma non sanno che cosa vuol dire quando durante la notte ti ripeti 10miliardi di volte ogni notte: respira ancora una volta e ancora una e ancora una, fino a quando è giorno e fino a quando è di nuovo notte e ancora così per tanti tanti giorni ancora che il sole e la luna scompaiono dalla tua mente e diventano un tempo interminabile. Nella peggiore delle ipotesi tanto muori e tutte le aspettative che avevi nel contenitore dei desideri, finiranno come tanti altri sogni che non si realizzeranno ma sembrarà ancora peggio solo perchè sei morto di un cancro e il cancro fa notizia almeno che tu non voglia il contrario. Mi capita sovente di vedere slogan che inneggiano alla vita scritte proprio da chi la vita te la leva poco a poco e senza la minima onestà e in completo silenzio. Penso che la vita è un dono prezioso, meravigliso al quale non so per quale stana alchimia abbiamo partecipato e vinto. Mi dico sempre più spesso che voglio celebrarla in ogni momento, anche se in molto del tempo che passa non riesco a farlo e me ne dispiaccio ma ci provo con tutto me stesso sbagliando e sbagliando per tante e tante volte.

In questa ottica penso che al di la di quello che ognuno di noi può pensare di Steve Jobs come innovatore, come politco, come imprenditore, come uomo o come quello che volete, è morto di un cancro al pancreas ma ha vissuto in ogni caso una vita intensa. Non voglio dire bella, brutta o che altro perché non credo che la sua vita sia migliore o peggiore rispetto a quella di altri. Penso che sia la sua e penso che nelle parole che spesso ho sentito e letto in questi anni che ho avuto occasione di seguirlo mediaticamente parlando, ho trovato un uomo onesto con se stesso e con la vita che ha ricevuto in dono. Un uomo che si è posto almeno alcune domande alle quali con il suo stile (SUO E NON DI ALTRI) credo che abbia almeno in parte dato una risposta. Ritengo che ha graffiato questa vita ma non credo che il suo vivere abbia più o meno significato di altri grandi o piccoli di questo tempo.

Molte delle parole del famoso discorso agli studenti della Stanford Univesity sono scomode e drammaticamente vere e un uomo con il suo traino mediatico avrebbe potuto facilmente impostare quel discorso in tutt’altro modo. Mi chiedo che cosa lo ha spinto a fare quello e per questo lo ammiro perchè ritengo che Jobs sia stato un uomo inquieto e sempre alla ricerca. Ha lasciato un segno forte in questa società e quel siate affamati, siate folli la dice lunga sull’inquietudine di un animo creativo, chiuso in una società che tende troppo spesso a sopprimere forme di creatività che rendono il genere umano libero o apparentemente tale. Forse Jobs con il suo pensare all’informatica come un mezzo per poter condividere musica, fotografie e testi etc etc in parte c’è riuscito e se ci pensiamo bene lo ha fatto prima di tutto per se stesso, per il proprio profitto e non per il genere umano come qualcuno impropriamente pensa. Molti altri che meriterebbero ben altri clamori per la semplice invenzione del protocollo di comunicazione su cui si basa Internet sono sconosciuti ai più, giusto per fare un esempio.

Il genere umano anche se è imprprio dire questo in quanto penso che solo una parte di questo è rappresentata quando mi riferisco al genere è sempre alla ricerca di un mito. Come se poi ce ne fosse realmente bisogno e non avere una stella da seguire impoverisse il “genere” umano stesso. Alcune volte mi metto a riflettere su come alcune persone hanno condizionato la mia vita e tutte quelle che lo hanno fatto è semplicemente perchè nel loro camminare mi hanno permesso di esprimere me stesso non chiedendomi di emulare il loro cammino ma aiutandomi con il loro esempio a travare il mio. Mi metto a guardare con interesse chi ha il coraggio di essere se stesso fino in fondo e lo ammiro. Lo ammiro con tutto me stesso perché tante e tante volte non ci riesco e rimango ingabbiato nella mia solitudine un po’ sorda densa di così tanti pensieri che l’unico modo è mettersi a leggere per frenarli e portarli tra le copertine di uno degli innumerevoli libri che mi fanno spesso compagnia. In questi giorni osservo con attenzione tutti i fan di Steve Jobs, della Apple e di quello che è stato uno dei luminari del periodo di Silincon Valley negli anni della nascita dell’informatica. Ma tanti altri che sono altrettanto straordinari sono meno noti alcuni sono persino scomodi e ..

Gli USA hanno bisogno di persone come Steve Jobs che è uno degli elementi fondamentali da seguire come un mito. Non troverebbero certo nella propria storia, che non hanno, le radici della proprie evoluzione del proprio credo che fanno di un popolo appunto un popolo e non un ammasso di persone. Una frase mi è rimasta impressa tra le tante che ho letto e sulle quali ho riflettuto con tanta e tanta attenzione nelle campagne pubblicitarie della Apple. La metto qui sotto e da sola sintetizza quello che è nascosto nel cuore di chi ha bisogno sempre di essere un leader.

Ho letto le dichiarazione di Stalman è mi son messo a ridere. Come al solito non verrà compreso dalla stragrande maggioranza delle persone e i media lo faranno a brandelli per aver detto questa cosa su Jobs che nell’ottica di quello che è il mondo informatico e di come si è evoluto in tanti anni è assolutamente “comprensibile”. Altrimenti Stalman non sarebbe Stalman e Jobs non sarebbe quello che è stato. In questo momento mediatico però o sei con Jobs o sei contro anche se io non la penso in questo modo. Come è consuetudine putroppo le situazioni o sono nere o sono bianche.

Penso a Steve, penso al cancro e a come è crudele pensare a tutti i milioni di bambini che ogni giorno muoino di stenti. Viva la democrazia dei paesi “ricchi” e di quelle 10 famiglie che la tengono in pugno in tutto il globo.

Siamo veramente bisognosi di innovazione a questo prezzo ? O meglio che cosa è allora veramente l’innovazione ?

set 042011
 

Foto scattata da WILL★REFUSE.

La poesia dell’Anello di John Ronald Reuel Tolkien

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, Un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,
Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.
Ash nazg durbatuluk, ash nazg gimbatul, ash nazg thrakatuluk
agh burzum-ishi krimpatul.